150 ANNI DI EMOZIONI

la fisarmonica di Castelfidardo
By Piergiorgio Severini
Pubblicato il 1 Giugno 2013

Per l’industria della fisarmonica, che ha la sua patria elettiva nell’anconetano, a Castelfidardo, il 2013 è l’anno della celebrazione compiendo lo strumento 150 anni dalla sua affermazione. Per la prestigiosa ricorrenza, dunque, è stato allestito un programma celebrativo d’alto profilo. “Un modo – sottolinea il sindaco di Castelfidardo, Mirco Soprani – per dire grazie a quanti, dal fondatore dell’industria Paolo Soprani e a coloro che hanno contribuito, nel secolo e mezzo di vita dello strumento, a dare sostanza e contorni a questo prodigio”. Nel 1863 – tramanda la storia locale – nel centro della vallata del Musone, un pellegrino austriaco, di ritorno dalla vicina Loreto, chiede ospitalità nel casolare abitato da Antonio Soprani, dalla moglie Lucia e dai quattro figli maschi, Settimio, Paolo, Pasquale e Nicola. L’uomo venuto da lontano aveva con sé una “scatola” che emetteva strani suoni. Pare non foss’altro che una copia dell’accordeon brevettato nel 1829 a Vienna da Cyrill Demian che presentava dei bottoni sul lato sinistro per l’armonica e sul lato destro per l’esecuzione del canto.

L’attrezzo destò la curiosità del diciannovenne Paolo, un ragazzo non certo tagliato per la vita dei campi, ricco d’ingegno e probabilmente non digiuno di musica che, non si sa bene come, carpì il segreto di quella “scatola” che, di lì a poco, avrebbe dato l’avvio nelle Marche all’industria italiana della fisarmonica. Alla fine di quell’anno, nella cantina della casa colonica, Paolo Soprani, con l’aiuto dei fratelli Settimio e Pasquale, creò il primo laboratorio per la riproduzione dello strumento, poi, per necessità di spazio, fu trasferito in un ambiente più grande con l’assunzione di qualche operaio. Le prime armoniche sono vendute nelle fiere e nei mercati dei paesi limitrofi, specie a Loreto, luogo d’incontro di pellegrini, zingari, ambulanti e commercianti. L’intraprendente Paolo, per primo, si stacca dal gruppo familiare per dare vita alla prima fabbrica nell’attuale piazzetta Garibaldi. Era il 1872. Più tardi lo seguirà il fratello Settimio, che aprirà una bottega in via Cavour, mentre Pasquale si trasferirà a Recanati. Le meccaniche che i Soprani e figli applicano agli armonici rendono lo strumento dolcissimo e armonioso e, per produrre il suono, utilizzano l’aria per far vibrare delle lamelle di metallo (ance) libere.

Paolo, che morì nel febbraio 1918 all’età di 73 anni, venne riconosciuto universalmente come il fondatore dell’industria italiana della fisarmonica. Il libro vendite della sua azienda arrivò a segnare, nel 1910, la collocazione sul mercato di 5.261 pezzi, dei quali 2.142 all’estero. La storia moderna dell’armonica risale ai primi decenni dell’800 in paesi quali Germania, Gran Bretagna e Italia. Nel 1821 il tedesco Bushmann inventa l’armonica a bocca. Dopo Castelfidardo arriviamo al 1876 a Stradella (Pavia) dove Mariano Dallapè crea la prima fisarmonica polifonica dalla quale discenderanno tutte le fisarmoniche attuali. Sul piano estetico la fisarmonica moderna è fornita di due tastiere: una per la mano destra (che permette di realizzare la melodia) con un numero di tasti simili a quelli del pianoforte, variabili da 31 a 102; l’altra tastiera, chiamata anche bottoniera, per la mano sinistra, dispone di 48-120 tasti (o bottoni) che danno i bassi e accordi già preparati.

A testimoniare il passato glorioso della fisarmonica è stato creato a Castelfidardo un museo dedicato allo strumento, inaugurato il 9 maggio 1981, ed è unico del genere esistente in Italia. Raccoglie 150 pezzi, di cui 81 fisarmoniche provenienti da collezioni private. Il pezzo più antico è una fisarmonica diatonica a dieci tasti costruita nel 1857 da un artigiano tedesco. Si annoverano il bandoneon di Astor Piazzolla e di Gorni Kramer. Negli anni tutti i più grandi musicisti hanno acquistato fisarmoniche costruite nelle Marche: da John Lennon a Bruce Springsteen, da Piazzolla e Kramer, mentre il regista Pupi Avati ne ha richieste in prestito per il “set” di alcuni suoi film. Nel centro marchigiano sono venuti per suonarle Adriano Celentano e consorte, l’attrice Licia Maglietta e il compositore Ennio Morricone.

Ogni anno, a settembre, si tiene in città il Festival internazionale della fisarmonica con un calendario ricco di appuntamenti musicali, tutti a ingresso gratuito. Quest’anno si terrà anche il primo concorso nazionale di organetto e fisarmonica diatonica.

Che cosa è rimasto del distretto musicale che occupava migliaia di dipendenti ed era arrivato a sfornare 240 mila strumenti l’anno?  Esso è stato travolto dalla crisi che, negli anni 60, investì il settore degli strumenti musicali. Cinquanta anni fa le fisarmoniche marchigiane rappresentavano una delle prime voci dell’export nazionale, oggi la produzione è ridotta a trentamila pezzi l’anno. Il prodotto è destinato a studenti di conservatorio, maestri d’orchestra, grandi concertisti. I prezzi variano tra i duemila e i quarantamila euro.

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