QUANTO ANCORA?

Emergenza infanzia
By Marta Rossi
Pubblicato il 8 Aprile 2022

S’intitola così il rapporto di Telefono Azzurro che registra un deciso incremento dei casi di abusi sessuali sia online, sia offline, con importanti ricadute sociali. Internet e le tecnologie digitali, soprattutto in tempo di pandemia, ha contribuito a esporre bambini e adolescenti a un nuovo livello di vulnerabilità

Quanto ancora?». È questo il titolo del rapporto di Telefono Azzurro che raccoglie i dati del 2021 del Centro di Ascolto e Consulenza 19696 e dal Servizio 114 Emergenza Infanzia gestito per conto del Dipartimento per le Politiche della Famiglia.

Il 2021 è stato un anno difficile per l’emergenza sanitaria, con le scuole aperte a singhiozzo, la paralisi delle attività sportive ed extrascolastiche e il virus che ancora faceva paura. Ernesto Caffo, fondatore di Telefono Azzurro ha presentato questo rapporto al presidente della Camera, Roberto Fico, per evidenziare il dato preoccupante emerso dal rapporto: “Si è registrato un deciso incremento dei casi di abusi sessuali sia online sia offline, con importanti ricadute sociali. Le vittime di violenza sessuale in età infantile o adolescenziale, infatti, hanno una maggiore probabilità di sviluppare disturbi emotivi e comportamentali e di tentare atti suicidari”.

Nel contesto delle privazioni che bambini e adolescenti hanno subito, spicca l’interruzione delle attività scolastiche – scrive Caffo nella prefazione al rapporto – : un importante fattore di rischio per il loro benessere. La scuola è infatti luogo di fondamentale importanza, non solo per la formazione, ma anche per lo sviluppo e il confronto relazionale. A soffrirne maggiormente sono stati quei bambini e adolescenti in situazioni pregresse di svantaggio, come gli studenti con specifiche esigenze educative, o provenienti da famiglie in difficoltà. Molti di loro non hanno potuto usufruire della Didattica a Distanza, o necessitavano di percorsi educativi personalizzati che non è stato possibile implementare da remoto per la mancanza di dispositivi elettronici, o di una connessione a internet adeguati”.

Da gennaio a ottobre 2021, il Servizio 114 Emergenza Infanzia ha registrato il 22% in più di minori coinvolti in episodi di abuso sessuale offline: 169 contro 139 dello stesso periodo 2020, per un totale di 146 casi gestiti (+40% rispetto al 2020). In crescita del 28% (124 in tutto) anche i minori coinvolti nei casi gestiti dal Centro Ascolto e Consulenza 19696, per un totale di 116 casi (+32% rispetto al 2020). Nella larga maggioranza di episodi segnalati, i minori risultano coinvolti nel ruolo di vittime. Adolescenti (15-17 anni) e preadolescenti (11-14 anni) sono i soggetti maggiormente presi di mira, anche se c’è un inquietante 39,9% dei casi gestiti dal Servizio 114 che interessano bambini tra 0 e 10 anni. Le vittime di abuso sono in maggioranza femmine. Sono invece 144 i casi per i quali i due servizi hanno deciso di attivare la rete dei servizi territoriali.

I dati del Rapporto di Telefono Azzurro dimostrano inoltre come internet e le tecnologie digitali abbiano contribuito a esporre bambini e adolescenti a un nuovo livello di vulnerabilità: nel 2021 è più che triplicato il numero di minori coinvolti in episodi di abuso sessuale online (157 in totale) e più che raddoppiato il numero totale (164) dei casi registrati dal Servizio 114 rispetto al 2020.

Vittime degli abusi online, adolescenti, come Luca, un ragazzo di 13 anni. È il padre a telefonare al numero di emergenza per denunciare una situazione in cui si trova il figlio: il ragazzo che lo aiuta nei compiti, di 30 anni, lo tempesta di telefonate e messaggi whatsapp a sfondo sessuale. “Sono molto provato – ha detto il papà di Luca agli operatori – sono sconvolto, mi sono trovato davanti a un’immagine di mio figlio che non riconosco e non immaginavo potesse accadere una cosa del genere”.

Quello che spesso è mancato in questi mesi di pandemia – ribadisce Caffo – è il dialogo con i ragazzi e l’ascolto dei loro bisogni, aspetti che per Telefono Azzurro sono invece, da sempre, centrali. È proprio per questo motivo che, anche durante questo periodo, è stata essenziale l’attività di ascolto competente e aiuto concreto di Telefono Azzurro. Un ascolto attivo, in grado di cogliere il disagio anche di quei ragazzi che non chiedono aiuto in modo diretto. Questo volume vuol rappresentare un segno di ripartenza, nell’immutato obiettivo di costruire una rete di comune impegno che metta al centro l’ascolto e la tutela di bambini e adolescenti. Ciò è possibile solo attraverso la collaborazione tra le varie realtà a servizio dei giovani, a partire dalle scuole, che costruisca percorsi di sostegno in grado di aiutare bambini e adolescenti a ritrovare speranza e fiducia nel futuro e nella possibilità di realizzarsi a partire dalle proprie capacità”.

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