di Berardo Medori,
Edizioni Il Viandante, pp.198. euro 17,00
Tutti via è un romanzo avvolgente, ricco di pathos e immagini vivide, capace di tenere il lettore incollato alla pagina. Alterna descrizioni realistiche, citazioni letterarie e una narrazione intensa, anche con linguaggio crudo quando serve a definire i personaggi. Centrale il richiamo a Dostoevskij – “A volte l’uomo è straordinariamente, appassionatamente innamorato della sua sofferenza” – che rispecchia il destino di Giacomo, uomo colto e tradito, vittima dei raggiri della perfida Teresa. Teresa, detta La Munnezzare, da ragazza ambiziosa diventa figura spregiudicata e manipolatrice, capace di piegare istituzioni e persone ai propri fini, fino a progettare la cancellazione del paese per trasformarlo in un Relais, simbolo dello spopolamento dei borghi interni. Rocca San Rocco, comunità solidale e fellinianamente popolata di “vitelloni”, diventa teatro di quarant’anni di vicende intrecciate anche a tragedie reali come il sisma del 2009. Potente il ritratto di una protagonista omosessuale che affronta pregiudizi e, pur con colpe, diventa elemento unificante della storia. Il finale amaro richiama il prologo e chiude un intreccio ricco di colpi di scena, invitando a vivere pienamente, “di doman non v’è certezza”.
