Nel breve volgere di pochi giorni papa Leone XIV, confermando il suo status di sportivo militante ha rivolto il suo sguardo, il suo pensiero, le sue riflessioni al mondo dello sport. Il primo incontro è stato quando ha ricevuto la Nazionale di tennis, reduce dal trionfo in Coppa Davis e con il simpatico “siparietto” della scherzosa proposta di Sinner di giocare un game nelle auguste sale del Vaticano. Ha quindi ricevuto il Napoli fresco del suo quarto scudetto calcistico, con il presidente De Laurentiis più giulivo che se avesse vinto l’Oscar. Poi c’è stato il saluto alla multiforme e colorita carovana del Giro d’Italia, accolta e transitata proprio nei Giardini Vaticani. Infine, il messaggio al Giubileo degli sportivi quando papa Leone ha ricordato che “Lo sport è animato dalla speranza, nel senso che implica la tensione verso un obiettivo, la ricerca costante di migliorare le proprie prestazioni e l’apprendimento del lavoro di squadra con gli altri”.
Al convegno del Giubileo degli sportivi – promosso dal dicastero per la Cultura e l’Educazione e incentrato sul tema Lo slancio della speranza: storie oltre il podio, è intervenuto anche il presidente uscente del Comitato olimpico internazionale, Thomas Bach, che parlando di solidarietà e inclusione ha tra l’altro osservato che “le Olimpiadi, nonostante riguardino lo sport, rappresentano molto più che sport. A Parigi abbiamo inviato questo messaggio di solidarietà e pace al mondo intero ed è ciò che stiamo facendo giorno dopo giorno attraverso i nostri programmi di solidarietà olimpica, dove sosteniamo gli atleti di tutti i 206 comitati olimpici nazionali. Con il nostro progetto Olympism365 doniamo alla società, in particolare allo sport, 4,7 milioni di dollari ogni anno per promuovere la solidarietà e la pace e per cercare di colmare il divario che sta creando così tanta disuguaglianza nel mondo”.
