Dopo anni in cui l’abito definiva, costringeva e talvolta correggeva, oggi si assiste a un cambiamento. Il corpo viene accolto, accompagnato, rispettato. Le nuove collezioni primavera-estate raccontano un passaggio verso silhouette più morbide con volumi che si allontanano dalla rigidità e tessuti che seguono il movimento invece di imporlo. “L’abito è un sistema di segni” scriveva Roland Barthes, e oggi quei segni parlano di libertà, non più di costrizione. Brand come Prada lavorano su proporzioni che ridefiniscono la figura senza costringerla, mentre Jil Sander continua a esplorare una purezza formale in dialogo con il corpo. Anche Max Mara propone una femminilità che si esprime attraverso linee fluide e costruzioni leggere. In questo scenario, il comfort non è più una concessione, ma una scelta estetica precisa.
Le nuove proporzioni tra comfort e identità
