C’è un settembre che merita di essere ricordato: quello del 1943. Un mese che, per l’Abruzzo, non segnò soltanto la fine dell’estate, ma l’ingresso improvviso nella grande storia della guerra. In pochi giorni accadde qualcosa che sembra uscito da una serie televisiva, solo che era tutto vero. Era qui. E chi lo viveva non sapeva come sarebbe finita.
Un re in fuga. Un dittatore liberato con un blitz in alta montagna. Un esercito straniero che occupa valli e paesi per fermare quelli che, fino a poco prima, erano stati i nemici. In mezzo, la gente comune: i nostri nonni e bisnonni, costretti a capire eventi più grandi di loro.
L’8 settembre, alla radio, una voce gracchiante annuncia l’armistizio con gli Alleati. Molti pensano che
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