Vincenzo Saccomandi, StreetLib, pp. 240, euro 15,00
Protagonista è Faria, detto il Druido, anziano erudito e divoratore di libri, scelto come Magister nella lotta contro il Maligno. Raduna una squadra di giovani valorosi, cui si uniranno altri personaggi decisivi per il compimento del disegno finale. La storia ruota attorno a una profezia che si svela lentamente: “un uomo puro evocherà l’Anticristo, una donna casta sarà sacrificata e l’uomo prescelto immolato per il trionfo del figlio di Satana”. Riusciranno gli eroi a impedirne l’avverarsi? Il viaggio alla ricerca dei sette sigilli li condurrà verso un esito inatteso, tra pathos, intrighi, crudeltà e momenti in cui l’Amore orienta il destino. Ambientato nel XVII secolo, il romanzo attraversa un’epoca di scoperte e superstizioni, tra sedute spiritiche, persecuzioni, riti sacrificali e il potere occulto di streghe e demoni. Il linguaggio richiama l’aulicità del tempo: il chirurgo è “cerusico”, la tempesta “fortunale”, il servitore delle streghe “famiglio”. Il Diavolo incarna un’azione incessante, forza distruttiva ma specchio delle contraddizioni umane. Non mancano richiami storici: Giovanna d’Arco, Santiago de Compostela, pirati dei mari, la peste del 1630 con lazzaretti e case sigillate. Un cenno finale all’attualità evoca lo stretto di Hormuz, luogo dove ieri come oggi la pace fatica ad affermarsi.
