J. D. Salinger, traduzione di Matteo Colombo, Einaudi,
pp. 216, euro 12,50
Nel 1961 Einaudi acquisì i diritti per pubblicare The Catcher in the Rye, in America già libro di culto. Per la copertina de Il giovane Holden fu scelta un’illustrazione colorata dell’artista statunitense Ben Shahn: un ragazzino stilizzato che mangia un cono gelato. Ne venne spedita una copia oltreoceano all’autore. Non ci volle molto perché il suo celebre agente, Eric Linder, rispondesse segnalando la reazione pacatamente furiosa di Salinger: l’immagine del giovane col dolce rischiava infatti di dare forma nella mente dei lettori a un personaggio che non ne ha – o meglio, che ne ha una diversa nella mente di ciascuno. Da allora i libri di Salinger compaiono senza immagini, grafiche o testi di accompagnamento: l’eleganza del bianco Einaudi in purezza è rotta soltanto dal titolo dell’opera e da quello dell’autore. In conformità a questa precisa volontà, e per non rischiare di inquinare la lettura prima che inizi, non si dirà nulla di introduttivo sulla nuova ristampa dei Nove racconti. Ci si concederà soltanto di ricordare che sono eccezionalmente belli, così come la nuova traduzione di Matteo Colombo.
