Non aspettare che la guerra finisca per cominciare a costruire la pace. Prepararla prima, nei territori e nelle comunità, affrontando diseguaglianze, riconoscendo i conflitti, disarmando le parole e contrastando ogni strumentalizzazione delle identità. È la prospettiva emersa al termine del seminario nazionale “Costruire identità plurali al servizio della pace”, promosso a settembre a Frascati da Caritas Italiana e dall’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei. Tre giornate di ascolto e confronto hanno mostrato come le guerre vengano preparate molto prima dell’uso delle armi.
“Accade – si legge in una nota Caritas – quando l’identità diventa una fortezza da difendere, il confine un muro invalicabile, l’interesse nazionale l’unico criterio delle scelte e l’altro una minaccia da cui proteggersi. Accade anche quando diseguaglianze e senso di abbandono alimentano paura e risentimento, offrendo spazio a nazionalismi e appartenenze contrapposte”.
