VERSO L’AGENZIA NAZIONALE PER IL LAVORO

LA RIFORMA DELLE STRUTTURE
By Fabrizio Quarchioni
Pubblicato il 2 Dicembre 2015

Nel quadro delle riforme strutturali ipotizzate nel campo dei servizi all’impiego inizia a prendere forma l’ istituzione di una rete nazionale dei servizi per le politiche del lavoro, coordinata da una Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal) e formata (anche in Abruzzo) dalle strutture regionali per le politiche attive del lavoro, dall’Inps, dall’Inail, dalle altre agenzie per il lavoro e dagli altri soggetti autorizzati all’attività di intermediazione, dagli enti di formazione, da Italia lavoro, dall’Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori) nonché dal sistema delle camere di commercio, dalle università e dagli altri istituti di scuola secondaria di secondo grado. Tutte le risorse necessarie al suo funzionamento saranno trasferite dal ministero del Lavoro e dall’Isfol. Il ministero del Lavoro fisserà linee di indirizzo triennali e obiettivi annuali in materia di politiche attive e definirà i livelli minimi che le prestazioni devono avere su tutto il territorio nazionale.

L’obiettivo è quello di valorizzare le sinergie tra soggetti pubblici e privati e di rafforzare le capacità di incontro tra do-manda e offerta di lavoro.

Per semplificare gli adempimenti per i datori di lavoro, si prevede che le comunicazioni di assunzione, trasformazione e cessazione dei rapporti di lavoro (comprese quelle relative alla gente di mare), dovranno essere effettuate in via telematica.

Le informazioni presenti nel sistema informativo rappresenteranno la base per la formazione del fascicolo elettronico del lavoratore, liberamente accessibile da parte degli interessati.

In vista di un più efficace inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro si prevede che il ministero del Lavoro stipuli con ogni regione e con le province autonome una convenzione per la gestione dei servizi, prevedendo, in via transitoria, che i compiti, le funzioni e gli obblighi in materia di politiche attive del lavoro siano attribuiti a soggetti pubblici o privati accreditati, anche al fine di svolgere, nei confronti dei disoccupati e dei soggetti a rischio di disoccupazione, attività di orientamento, tutoraggio, avviamento alla formazione e accompagnamento al lavoro.

Gli appartenenti a queste categorie verranno assegnati a una classe di profilazione, allo scopo di valutarne il livello di occupabilità e saranno convocati dai centri per l’impiego per la stipula di un patto di servizio personalizzato che riporterà la disponibilità del richiedente a partecipare a iniziative di carattere formativo, di riqualificazione o di politica attiva e ad accettare congrue offerte di lavoro. Per rafforzare la condizionalità delle erogazioni di indennità di disoccupazione le domande inoltrate online all’Inps equivarranno a dichiarazione di immediata disponibilità del lavoratore e saranno inserite nel sistema informativo delle politiche attive e dei servizi per l’impiego. I beneficiari di prestazioni di sostegno al reddito che, senza giustificato motivo, non partecipano alle iniziative finalizzate al loro inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro saranno soggetti a sanzioni che vanno dalla decurtazione, alla sospensione o alla decadenza dalle prestazioni.

Si prevede inoltre un assegno di ricollocazione, a favore dei soggetti disoccupati, percettori della Naspi, la cui disoccupazione ecceda i quattro mesi. La somma, graduata in funzione del profilo di occupabilità, sarà spendibile presso i centri per l’impiego o presso i soggetti accreditati a svolgere funzioni e compiti in materia di politiche attive del lavoro. L’assegno non costituirà reddito imponibile. Inoltre, i lavoratori titolari di strumenti di sostegno del reddito potranno essere chiamati a svolgere attività di servizio nei confronti della collettività nel territorio del comune di residenza.

L’utilizzo dei lavoratori in tali attività non determinerà l’instaurazione di un rapporto di lavoro ma, a essi, spetterà un importo mensile, pari all’assegno sociale Inps.

Per quesiti, pareri ed approfondimenti: fquarch@tin.it

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