UNA LEGGE DI SVOLTA?

By Nicola Guiso
Pubblicato il 3 Novembre 2018

Mentre andiamo in stampa il governo italiano – come gli altri dell’Unione Europea – sta per inviare alla Commissione di Bruxelles il testo del Documento economico finanziario (Def), i cui contenuti saranno a base della Legge di Bilancio che il parlamento deve approvare entro il 31 dicembre. La legge è uno strumento essenziale per la vita del paese. Deve indicare la situazione dei conti pubblici (debiti e crediti); i livelli di produttività e di competitività delle strutture produttive; la situazione socio-economica dei cittadini (redditi, livelli d’occupazione, stato dei servizi pubblici sanitari, dell’istruzione, dei trasporti). Partendo da questi elementi, la maggioranza di governo indicherà i grandi nuovi obiettivi da realizzare; le risorse necessarie, da dove attingerle e i modi e tempi.

Il Def conferma che il M5S e Lega puntano con la Legge di Bilancio a favorire soprattutto l’attuazione del “contratto” di governo: Reddito di cittadinanza; abolizione della Legge Fornero sull’età pensionabile; portare a solo due livelli la tassazione di imprese e cittadini. Per coprire i costi dei tre provvedimenti, propongono un aumento temporaneo dell’indebitamento dello stato, superiore al massimo oggi consentito dall’Unione Europea a paesi che ne fanno parte. Ma che abbiano un debito pubblico simile a quello dell’Italia (il maggiore dei paesi dell’Unione dopo la Grecia); e registrino una crescita del Prodotto interno lordo (cioè il volume globale dei beni e servizi prodotti in un anno) che sia inferiore alla media di quelli dell’Unione, come accade da anni al Pil italiano. Sono gli elementi su cui si fondano non solo le obiezioni agli indirizzi del Def della Commissione economica europea. Ma anche quelle della Banca comune europea (Draghi chiede però a tutti calma e realismo), del Fondo Monetario Internazionale, di organi di indirizzo e controllo della spesa pubblica del nostro paese, quali la Banca d’Italia, La Corte dei Conti, L’Ufficio parlamentare di Bilancio, L’Istituto nazionale di previdenza sociale. Oltre a quelli di agenzie internazionali private che esprimono giudizi, per conto dei clienti, sulla solidità e solvibilità di una società o di uno stato che emettano titoli sul mercato finanziario. Giudizi quasi sempre molto incisivi sui movimenti delle borse e delle banche, pur se non sempre oggettivi. M5S e Lega replicano che la realizzazione dei tre obiettivi, favorendo maggiori consumi, più occupati, soprattutto giovani, a causa di 400 mila pensionamenti, possibili con l’abolizione della legge Fornero (ma la Confindustria nega che a ogni pensionato qualificato possa corrispondere l’assunzione di un giovane, in genere inesperto), porterà a una più consistente crescita del Pil e anche la progressiva riduzione del debito pubblico. Il tono del dibattito è aspro. M5S e Lega prevedono e si augurano che gli attuali membri della Commissione Economica Europea cadranno a maggio con le elezioni. Ritengono che i giudizi di molti dirigenti e funzionari degli organi di indirizzo e controllo italiani siano viziati per essere stati nominati da vecchie e fallimentari maggioranze.

Al presidente dell’Inps Boeri, per il quale l’abolizione della legge Fornero creerebbe un disavanzo di 100 miliardi all’Istituto (senza specificare però in quanti anni), Salvini ha risposto che il suo giudizio equivale sostenere che si debba andare in pensione a 80 anni. Va anche osservato, però, che il presidente Conte e, qua e là, anche Di Maio e Salvini dicono che i tre punti del “contratto” non saranno realizzati in pochi mesi ma entro gli anni della legislatura. Mattarella, a sua volta, ha definito i tecnici degli organi di indirizzo e controllo espressioni legittime di un giusto ordine costituzionale. E ha fatto intendere che eserciterà tutti i suoi obblighi e poteri previsti dalla Costituzione prima di firmare la Legge Finanziaria che sarà approvata dal parlamento. Sarà bene attendere, non senza apprensione, la conclusione del complesso iter di formazione della Legge Finanziaria perché, come accennato, comunque sia, in bene e in male, condizionerà il futuro, sia del paese che di ciascuno di noi.

 

 

 

 

 

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