Una grande partita di sistemazione di posti e potere

L’autunno della politica è per definizione caldo. Un aggettivo frusto, invecchiato. Queste metafore climatiche andavano bene nella Prima Repubblica, di cui abbiamo nostalgia e nella quale le temperature estive erano più gradevoli. Si partecipava di più; la passione era maggiore, autentica. Anche se l’ideologia riscaldava troppe teste, mandandole, qualche volta, fuori di testa. Il timore oggi è di essere entrati, non solo in Italia, in una sorta di era glaciale della politica. Priva di sentimenti particolari. Un po’ rassegnata alla presunta marginalità

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