UE… CHE BOTTA

By Gino Consorti
Pubblicato il 1 Gennaio 2023

Da dove vogliamo iniziare? Credo non si possa non partire dal cosiddetto Qatargate, così com’è stata ribattezzata l’inchiesta della magistratura di Bruxelles su presunte mazzette di denaro che sarebbero state elargite dal Qatar per ottenere un trattamento di maggior riguardo da parte del Parlamento europeo. Nel documento delle autorità giudiziarie belghe, che cita “la presunzione d’innocenza” degli indagati, si specifica che si procede per “corruzione di funzionari e membri degli organi delle Comunità europee e di Stati esteri, riciclaggio e associazione per delinquere”. L’accusa è di corruzione, legata all’organizzazione dei Mondiali di calcio in Qatar. Lo scopo sarebbe stato quello di “ammorbidire” le critiche al Paese al centro delle polemiche sul tema dei diritti civili. Dalle perquisizioni effettuate sono stati trovati “sacchi e valigie pieni di banconote” per un totale di circa 1,5 milioni di euro. Tra i coinvolti dell’inchiesta spicca Eva Kaili, vicepresidente dell’Europarlamento nonché esponente socialista greca, tratta in arresto. Secondo fonti di stampa belghe nell’abitazione di Bruxelles della Kaili sarebbero stati sequestrati circa 750 mila euro in contanti. L’avvocato dell’ex presidente dell’Europarlamento, però, attraverso l’agenzia di stampa francese Afp ha fatto sapere che la sua assistita di quei soldi non sapeva nulla e che non esiste alcuna relazione. Sempre i media belgi parlano del ritrovamento di somme importanti di denaro contante anche nell’abitazione dell’eurodeputato di S&D (Socialisti e Democratici), Antonio Panzeri, pure lui raggiunto da un ordine d’arresto. Nell’inchiesta compaiono anche altre persone, di conseguenza le indagini si annunciano lunghe e articolate. Secondo la stampa greca, infatti, i magistrati avrebbero nel mirino “oltre 60 eurodeputati”, la maggior parte del gruppo dei socialisti e Ppe, ma anche dei “nuovi partiti della destra”.

Sinceramente credevo l’immagine di sacchi gonfi di banconote appartenesse solo ai fumetti, dove la banda bassotti fugge dopo aver derubato Paperon de’ Paperoni… Evidentemente mi sbagliavo. Che tristezza. Ma dove può arrivare l’avidità dell’essere umano? Se le accuse degli investigatori dovessero dar vita a un processo e successivamente venissero confermate dalle sentenze dei vari gradi di giudizio, una domanda sorgerebbe spontanea: È veramente così misero lo stipendio di un parlamentare o di un funzionario europeo da spingere chi lo riceve a rincorrere o accettare le mazzette per sbarcare il lunario? Ovviamente tutti dovrebbero girare alla larga da qualsiasi tipo di reato, ma chi può contare su uno status di “privilegiato” dovrebbe provare ribrezzo solo al remotissimo pensiero di commetterlo.

Certamente, al di là di ciò che emergerà dalle indagini, per le istituzioni europee si è trattato di un brutto colpo, di quelli che fanno male. Una vicenda che di fatto rende l’Europa più debole e soprattutto attaccabile dai nostalgici del sovranismo. È bene ricordare, inoltre, soprattutto a chi ha in mente di mettere in un angolo lo strumento delle intercettazioni, che nell’inchiesta di corruzione internazionale ha giocato un ruolo fondamentale. Un europarlamentare, infatti, non gode dell’immunità se viene sorpreso in flagranza di reato, cosa che è accaduta attraverso le grosse somme di denaro rinvenute nelle abitazioni.

Rimanendo sempre in “zona” Ue e Qatar, dovrebbe arrivare a gennaio la nomina dell’Inviato speciale dell’Unione Europea per la regione del Golfo Persico. Da tempo gira forte il nome di Luigi di Maio, l’ex leader dei 5Stelle, sonoramente bocciato alle ultime elezioni alla guida di Impegno Civico. Un imbarazzante 0,5% che la dice lunga sul giudizio degli elettori nei suoi confronti e della sua visione della politica. Siccome, però, le dinamiche politiche proliferano nella zona d’ombra dell’umano sapere, le qualità “nascoste” non comprese dagli elettori italiani potrebbero essere apprezzate altrove. Magari grazie anche all’endorsement di qualche nome pesante… Lo stipendio destinato alla carica di Inviato Speciale si aggira sui 12 mila euro netti al mese, oltre alla copertura di tutte le spese, staff compreso, in quanto inquadrato nella figura di diplomatico. Staremo a vedere su chi cadrà la scelta. Sicuramente, alla luce del recente scandalo Qatargate, sarebbe quanto meno opportuno per l’Unione Europea scegliere un nome dalla nazionalità super partes. Tanto per non lasciar spazio a commenti maliziosi… Una scelta diversa, infatti, a mio avviso significherebbe un’altra caduta d’immagine e credibilità.

Cadere nell’errore, diceva sant’Agostino, è stato proprio dell’uomo, ma è diabolico insistere nell’errore per superbia.

È cosa comune l’errare, gli fa eco Marco Tullio Cicerone, è solo dell’ignorante perseverare nell’errore.

Chissà se gli scritti dei due illustri personaggi rientrano tra le letture preferite dei governanti della UE. E non solo…

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