Tripla eco

di H. E. Bates, traduzione di Giovanna Granato,
Adelphi pp. 106, euro 12,00

Durante la Seconda guerra mondiale la Royal Air Force commissionò a H. E. Bates una serie di racconti destinati a rinsaldare il consenso attorno allo sforzo bellico britannico. Dal proposito propagandistico nacque letteratura: il racconto è la forma in cui la scrittura di Bates tocca una limpidezza e una grazia senza pieghe. Più che il fragore del fronte, allo scrittore interessano i silenzi della campagna inglese, paesaggio morale prima ancora che geografico; lo rivendica ogni volta che ne ha occasione, per esempio nei saggi di Through the Woods.

Tripla Eco è la sintesi armoniosa di questi elementi. In una dimora isolata, una giovane donna – lontana dal marito, prigioniero dei giapponesi – offre rifugio a un disertore deciso a scomparire dal mondo, mentre quest’ultimo, personificato da ufficiali in divisa, continua a braccarlo. L’intreccio è essenziale, ma i ritmi sono calibrati con precisione musicale; le atmosfere, sospese e chiarissime, fanno del racconto uno specchio del suo tempo e insieme un altrove, dove i personaggi sembrano vivere in una bolla fragile, “senza far parte di niente, se non di ciò che è qui”.

L'ECO di San Gabriele
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