STRANIERI, LAVORATORI, REGOLARI

Ritorna il decreto flussi
By Fabrizio Quarchioni
Pubblicato il 2 Aprile 2023

È STATA PROGRAMMATA LA QUOTA ANNUALE DEI FLUSSI D’INGRESSO DI LAVORATORI NON COMUNITARI AMMESSI IN ITALIA, PER MOTIVI DI LAVORO SUBORDINATO, STAGIONALE E NON STAGIONALE, E DI LAVORO AUTONOMO

Dopo alcuni anni di stop dovuto a varie cause ed alcune specifiche volontà amministrative, il nostro Paese torna ad accogliere i lavoratori stranieri attraverso una specifica procedura ministeriale che determina una corsia unica e regolare per l’ingresso di forza lavoro da Paesi extracomunitari. A tal fine è stata programmata la quota annuale dei flussi d’ingresso di lavoratori non comunitari ammessi in Italia, per motivi di lavoro subordinato, stagionale e non stagionale, e di lavoro autonomo. Tale quota è stata fissata ad un massimo di 82.705 unità, compresa la quote da riservare alla conversione in permessi di soggiorno per lavoro subordinato e per lavoro autonomo di precedenti permessi di soggiorno rilasciati ad altro titolo. Una quota consistente è destinata ai settori
autotrasporto, edilizia, turistico-alberghiero, meccanica, telecomunicazioni, alimentare e cantieristica navale, in modo particolare la riserva riguarda cittadini provenienti da Paesi che hanno sottoscritto, o stanno per sottoscrivere, con l’Italia accordi di cooperazione in materia migratoria.

I Paesi maggiormente coinvolti risultano essere: Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Georgia, Ghana, Giappone, Guatemala, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Perù, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina. Quote specifiche riguardano lavoratori di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori, fino al terzo grado in linea diretta di ascendenza, residenti in Venezuela mentre altre attengono stranieri con permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale. Poi ci sono gli ingressi per motivi di lavoro subordinato stagionale, nei settori agricolo e turistico-alberghiero, da ripartire tra le regioni ( di grande interesse per l’Abruzzo) e le province autonome.

Accanto a ciò è consentito, inoltre, l’ingresso in Italia per motivi di lavoro autonomo, di residenti all’estero, appartenenti alle seguenti categorie:
a) Imprenditori che intendono attuare un piano di investimento di interesse per l’economia italiana;
b) Liberi professionisti che intendono esercitare professioni regolamentate, vigilate e non;
c) Titolari di cariche societarie di amministrazione e di controllo espressamente previste;
d) Artisti di chiara fama o di alta e nota qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici o privati;
e) Cittadini stranieri che intendono costituire imprese start-up innovative.

Prima dell’invio della richiesta di nulla osta al lavoro allo Sportello Unico per l’Immigrazione per instaurare un rapporto di lavoro subordinato, è necessario verificare presso il competente Centro per l’Impiego, l’indisponibilità di lavoratori interessati già presenti sul territorio nazionale. La verifica di indisponibilità non è richiesta ai fini dell’istanza per l’ingresso di lavoratori stagionali nei settori agricolo e turistico-alberghiero, né per le istanze di ingresso di lavoratori che hanno frequentato e completato i percorsi di formazione all’estero. fquarch@tin.it

Comments are closed.