STORIE DI MARTIRIO

I tanti missionari uccisi nel 2022
By Gianni Di Santo
Pubblicato il 22 Aprile 2023

L’elenco annuale di Fides da tempo non riguarda solo i missionari, ma cerca di registrare tutti i cristiani cattolici impegnati in qualche modo nell’attività pastorale, morti in modo violento, anche se non espressamente “in odio alla fede”

Sacerdoti, catechisti, semplici cristiani e volontari a servizio dell’annuncio del Vangelo negli angoli più disparati del mondo. Ancora una volta, il Rapporto Fides sui missionari uccisi nel 2022, a cura di Stefano Lodigiani, ci porta letteralmente dentro le storie di “ordinaria amministrazione” dell’annuncio della “buona notizia”. Che diventano però, spesso tristemente, storie di martirio, a causa del Vangelo.

Nell’anno 2022, secondo le informazioni raccolte dall’Agenzia Fides, sono stati uccisi nel mondo 18 missionari e missionarie: 12 sacerdoti, 1 religioso, 3 religiose, 1 seminarista, 1 laico. A soffrire di più, come al solito, è l’Africa, dove sono stati uccisi 9 missionari (7 sacerdoti, 2 religiose), seguita dall’America Latina, con 8 missionari uccisi (4 sacerdoti, 1 religioso, 1 religiosa, 1 seminarista, 1 laico) e infine l’Asia, dove è stato ucciso 1 sacerdote. Numero impressionanti: dal 2001 al 2021 il totale dei missionari uccisi è di 526.

Fides fa sapere che il Rapporto “ormai da tempo non riguarda solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma cerca di registrare tutti i cristiani cattolici impegnati in qualche modo nell’attività pastorale, morti in modo violento, anche se non espressamente ‘in odio alla fede’. Per questo si preferisce non usare il termine ‘martiri’, se non nel suo significato etimologico di ‘testimoni’, per non entrare in merito al giudizio che la Chiesa potrà eventualmente dare su alcuni di loro”.

Storie semplici, ordinarie, quelle raccontate da Fides. Ma proprio per questo eroiche. Vissute in contesti particolarmente difficili, contrassegnati dalla violenza, dalla miseria, dalla mancanza di giustizia e di rispetto per la vita umana. Spesso hanno condiviso la stessa sorte dei missionari anche altre persone che erano con loro. È importante conoscere alcune di queste storie che, purtroppo, non vengono quasi mai raccontate dal mondo dei media.

Tra i nomi che sono stati uccisi, Fides segnala, tra gli altri, Pablo Isabel Hernández, laico, figura autorevole del gruppo indigeno Lenca, nella zona occidentale dell’Honduras. Delegato della Parola di Dio, operatore pastorale riconosciuto della Chiesa cattolica dell’Honduras, è stato ucciso domenica 9 gennaio 2022 da uomini sconosciuti che gli hanno sparato alla schiena. L’omicidio è avvenuto nel comune di San Marcos de Caiquín, dipartimento di Lempira, mentre Pablo si dirigeva verso la comunità per guidare una celebrazione della Parola.

Padre Richard Masivi Kasereka, invece, 34 anni, religioso congolese dell’Ordine dei Chierici regolari minori (detti “Caracciolini”) è stato ucciso il 2 febbraio 2022 nell’est della Repubblica Democratica del Congo. Il sacerdote, parroco della parrocchia di San Michele Arcangelo di Kaseghe, è stato ucciso tre giorni prima del suo trentacinquesimo compleanno da uomini armati nella località̀ di Vusesa, tra Kirumba e Mighobwe, nel Territorio di Lubero (Nord- Kivu) mentre ritornava nella propria parrocchia, dopo aver celebrato la Giornata Mondiale della Vita Consacrata a Kanyaboyonga.

Don Enrique Vasquez, 48 anni, è stato ritrovato cadavere a nord di San Pedro Sula, in Honduras, nella sua automobile. Era andato a trovare i genitori, senza però arrivare a destinazione. Conosciuto affettuosamente come “Quique”, era stato ordinato sacerdote 16 anni fa e attualmente era parroco di San José, nel quartiere di Medina di San Pedro Sula. È stato ricordato dai compagni di seminario e dai fedeli per la sua amabilità̀ e per la sua amicizia. Nella sua diocesi ricopriva anche l’incarico di direttore diocesano delle Pontificie Opere Missionarie (Pom).

Padre Michael Mawelera Samson, 62 anni, dei Missionari d’Africa (detti “padri bianchi”), originario del Malawi, è scomparso il 10 giugno 2022 dal centro giovanile della chiesa cattolica di Mbeya, in Tanzania, dove operava. Il suo corpo è stato ritrovato sul greto del fiume Meta, in località Sabasaba, la mattina dell’11 giugno. Gli assassini si sono accaniti sul suo cadavere sezionandolo.

Ha avuto invece una diversa eco la storia di suor Luisa Dell’Orto, Piccola sorella del vangelo di Charles de Foucauld, uccisa il 25 giugno 2022 a Port-au-Prince, capitale di Haiti. La missionaria italiana è rimasta vittima molto probabilmente di un tentativo di rapina. Da vent’anni suor Luisa era dedita soprattutto al servizio dei bambini di strada. Suor Luisa era la colonna portante di Kay Chal, “Casa Carlo”, che si trova in un sobborgo poverissimo di Port-au-Prince, che è un luogo sicuro e accogliente per centinaia di bambini che avrebbero per alternativa la strada.

Suor Maria De Coppi, 84 anni, missionaria comboniana italiana, in Mozambico dal 1963, è stata uccisa nell’assalto alla missione di Chipene, nella provincia di Nampula, diocesi di Nacala, nel nord del Mozambico, nella notte tra il 6 e il 7 settembre 2022. Gli assalitori hanno distrutto le strutture della missione, tra cui la chiesa, l’ospedale e la scuola primaria e secondaria.

Papa Francesco, nel Messaggio per la 97ma Giornata Missionaria Mondiale 2023 (22 ottobre 2023) scrive che “L’immagine dei ‘piedi in cammino’ ci ricorda ancora una volta la perenne validità della missio ad gentes, la missione, data alla Chiesa dal Signore risorto, di evangelizzare ogni persona e ogni popolo sino ai confini della terra. Oggi più che mai l’umanità, ferita da tante ingiustizie, divisioni e guerre, ha bisogno della buona notizia della pace e della salvezza in Cristo. Colgo pertanto questa occasione per ribadire che tutti hanno il diritto di ricevere il Vangelo. I cristiani hanno il dovere di annunciarlo senza escludere nessuno, non come chi impone un nuovo obbligo, bensì come chi condivide una gioia, segnala un orizzonte bello, offre un banchetto desiderabile”. La conversione missionaria rimane l’obiettivo principale che dobbiamo proporci come singoli e come comunità, perché “l’azione missionaria è il paradigma di ogni opera della Chiesa”.

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