Stop agli abusi, sì alle evidenze

Nuove linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità sulla “Gravidanza fisiologica”

Indicazioni più chiare su screening, diagnosi e tempistiche degli esami. L’obiettivo è ridurre la variabilità clinica e contrastare pratiche inappropriate, rafforzando la qualità dell’assistenza

“Gravidanza fisiologica”Meno esami “di routine”, più esami mirati e basati su evidenze scientifiche. Sono queste le nuove indicazioni introdotte dalla terza parte dell’aggiornamento della linea guida Gravidanza fisiologica, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Le novità ridefiniscono in modo significativo l’approccio agli esami in gravidanza, chiarendo quando l’ecografia è realmente utile e quando, invece, non è indicata.

La terza sezione, dunque, affronta i principali bisogni informativi delle donne sullo screening prenatale, lo screening e la diagnosi delle anomalie fetali strutturali, lo screening e la diagnosi prenatale delle aneuploidie (variazioni nel numero dei cromosomi rispetto a quanto normalmente caratterizza le cellule di un individuo della stessa specie, ndr), la datazione ecografica della gravidanza, la valutazione della crescita fetale e la valutazione del benessere fetale.

Le importanti novità per la pratica clinica dovranno ora essere recepite nei nuovi Livelli essenziali di assistenza, come prestazioni specialistiche escluse dalla partecipazione al costo per i cittadini, così da promuovere l’appropriatezza delle pratiche assistenziali durante la gravidanza.

Sì all’ecografia nel primo trimestre

L’obiettivo è individuare precocemente eventuali malformazioni fetali, in aggiunta all’ecografia già raccomandata nel secondo trimestre. Via libera anche allo screening nel primo trimestre per le anomalie cromosomiche più frequenti, tra cui la sindrome di Down, mediante test combinato o test del Dna fetale, da proporre a tutte le donne indipendentemente dall’età. Rimane non raccomandata l’ecografia nel terzo trimestre, salvo specifica indicazione clinica.

La possibilità di identificare già nel primo trimestre eventuali malformazioni consente alla donna e al partner di prepararsi consapevolmente alla nascita, valutare eventuali terapie intrauterine, programmare il parto in strutture adeguate alle necessità assistenziali neonatali o, se lo desiderano, optare per un’interruzione volontaria della gravidanza.

L’obiettivo del nuovo aggiornamento, sottolinea l’ISS, è offrire ai professionisti uno strumento completo e facilmente consultabile, in cui il collegamento tra prove scientifiche e raccomandazioni sia esplicito e tracciabile.

L'ECO di San Gabriele
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