STAURòS: DOVE L’ARTE è DI CASA

CONOSCI IL SANTUARIO? (14)
By Lorenzo Mazzoccante
Pubblicato il 2 Dicembre 2018

I l nuovo santuario di San Gabriele dispone di una serie di altri locali destinati a pellegrini, mostre più o meno permanenti, e persino uno straordinario museo. Si tratta del museo Stauròs, per lungo tempo punto di riferimento dell’arte sacra in Italia, insignito nel 2008 della Medaglia del pontificato di Benedetto XVI.

Per accedere a questo museo bisogna scendere dalle scale vicine agli ingressi della cappella della riconciliazione. Prima di entrare in cripta, si trova una porta laterale che, attraverso uno stretto corridoio, ci introduce ai locali cosiddetti “della Stauròs”. Ma cosa è Stauròs e quale il suo legame col santuario di San Gabriele?

La Fondazione Stauròs (parola greca che significa Croce) è nata a Lovanio (Belgio) nel 1973. Rapidamente si è diffusa anche in Australia, Brasile, Messico, Spagna e Usa. In Italia arriva nel 1974, per iniziativa di padre Adriano Di Bonaventura, passionista. Stauròs Italia approda quindi prima a Recanati (MC), poi a Pescara (1977). A San Gabriele arriva nel 1991.

Su una superficie di circa millecinquecento metri quadrati sono allestiti mostra, uffici, sala conferenze, biblioteca e mediateca sull’arte sacra contemporanea.

Per iniziativa di padre Adriano, nel 1998 nasce la festa dell’artista, e nel 2000 si celebra il giubileo dell’artista. Nel 2005, con l’aiuto di monsignor Carlo Chenis, segretario della Pontificia commissione per i beni culturali della Chiesa, si organizza il primo corso di perfezionamento in Arte per la liturgia. Ciò che porta il museo ad arricchirsi di sempre nuove opere di artisti di fama italiani e stranieri.

L’attività di Stauròs è tale che, nel 2000, cura una esposizione presso il Vittoriano (Roma), nel 2006, oltre trecento opere vengono esposte a Verona durante il Convegno della Chiesa italiana, e da costituire un “rilevante contributo allo sviluppo delle scienze religiose, dell’umanesimo cristiano e sue espressioni artistiche” per il quale padre Adriano, riceve la Medaglia del Pontificato dalle mani dell’allora segretario di stato del Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone. Era il 25 novembre. Padre Adriano sarebbe morto solo un mese più tardi, il 26 dicembre.

La biennale, la festa dell’artista, i corsi di perfezionamento di arte per la liturgia continuano, ma conoscono un progressivo declino. L’ultima biennale dal titolo di attesa in attesa, si è tenuta nel 2012. Vi hanno partecipato 108 artisti tra italiani e stranieri. L’anno successivo Stauròs Italia cessa la sua attività. Nel 2013 la fondazione italiana è stata definitivamente chiusa.

I locali un tempo affidati a Stauròs Italia, a oggi continuano a ospitare opere grande pregio: le opere di arte sacra contemporanea (circa un migliaio tra sculture, quadri, acquerelli, incisioni, ceramiche, eccetera) di Giannetto Fieschi, Antonio Paladino, Omar Galliani, Alberto Sughi, Tito Amodei; la biblioteca d’arte (circa novemila volumi); la mostra della Bibbia (una raccolta di edizioni antiche e di particolare pregio), provenienti direttamente dalla biblioteca ed archivio del santuario di San Gabriele; la Madonna distesa (opera lignea di grandi dimensioni), di proprietà della parrocchia di Tossicia, e custodita nel santuario dopo il danneggiamento della chiesa parrocchiale a seguito degli eventi sismici del 2016.

Il museo Stauròs è visitabile ordinariamente nei giorni festivi dalle 9,00 alle 12,00 e dalle 15,30 alle 18,30. Visite in altri giorni sono possibili previo preavviso. Ingresso libero.

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