“Mi chiamo Noemi Gabriella, sono qui per testimoniare il miracolo di san Gabriele. Mamma e papà mi hanno fortemente desiderata e quando stavo dentro la pancia della mamma i dottori hanno detto che sarei stata un maschietto con una brutta malattia. I miei genitori si sono spaventati tantissimo per me. Passavano le giornate piangendo e supplicando per un miracolo. Il massimo che potevano sperare era che la malattia non fosse tanto grave quanto previsto, non osavano chiedere di più, anche perché sapevano che era impossibile anche solo sognare di chiedere di più.
Un bel giorno hanno deciso di venire a trovare san Gabriele e di affidare a lui tutto il peso che portavano nel cuore, hanno anche scritto una lettera dove chiedevano una mano per superare tutto quel dolore. Sono andati via con il cuore più leggero e con una promessa: “Se ci dai una mano, a questo bimbo daremo il tuo nome”. Alla fine sono arrivata io, una bimba in piena salute, molto più di quello che mamma e papà non osavano nemmeno sognare nel profondo del loro cuore.
Mi chiamo Noemi, come la mia mamma ha sempre sognato e anche Gabriella, come la promessa che papà ha fatto a san Gabriele e sono la testimone che i miracoli esistono, basta credere con tutto il cuore. San Gabriele ti ringraziamo infinitamente per il tuo miracolo”.
Ueda, Carmine e Noemi Gabriella.
