SINGOLARE SITUAZIONE ITALIANA

By Nicola Guiso
Pubblicato il 2 Dicembre 2018

Le ultime elezioni hanno creato una situazione politico-istituzionale di singolare originalità nelle sue componenti essenziali che ora vale la pena di considerare. La prima è che i partiti che hanno dominato per oltre 20 anni sono stati drasticamente dimensionati dal voto. E soprattutto appaiono incapaci di adeguare i propri modi di essere e di operare nelle nuove realtà che li hanno portati alla disfatta. Con la conseguenza – ed è la seconda componente – che i due partiti vincitori, M5S e Lega, hanno dato vita a un governo che esprime di fatto sia le funzioni della maggioranza che quelle dell’opposizione; nonostante la diversità delle radici ideali, programmatiche e della diversità di insediamenti dei due partiti. Il M5S, infatti, ha beneficiato della crisi, italiana ed europea, della sinistra, diventando interprete di molti valori, vecchi e nuovi, della stessa. Con risposte elettorali forti soprattutto nel Mezzogiorno e nelle isole, devastate da una crisi strutturale socio-economica. La Lega invece – anche se Salvini è impegnato a insediarla in tutta Italia – è ancora espressione dell’ideologia federalista di Miglio, e delle condizioni socio-economiche delle aree del centro-nord. Che per Prodotto interno lordo (valore globale dei beni e servizi prodotti in un anno) si collocano ai primissimi posti tra le aree sociali e produttive più forti d’Europa. Le differenze ideali e di rappresentanza elettorale hanno portato i due partiti a stendere un “contratto” per affrontare in sede parlamentare problemi specifici delle realtà civili e socio-economiche delle parti d’Italia sulle quali poggia la loro forza elettorale.

Per il M5S il “Reddito di cittadinanza”, indirizzato ad appagare istanze del Mezzogiorno e isole; e la prescrizione, di fatto, del tempo di durata dei processi, al fine di corrispondere a istanze ideologiche e di giustizia, proprie a vecchie ma soprattutto  a nuove sinistre. Per la Lega: Il superamento della “Legge Fornero”, che consentirebbe l’andata in pensione in anticipo a centinaia di migliaia di lavoratori; con la possibilità per le imprese di adeguare le strutture produttive alle esigenze di modernizzazione degli impianti, al fine di accrescere la loro competitività a livello europeo e mondiale. Inoltre, nuove normative al fine di frenare i flussi migratori, e accrescere la sicurezza dei cittadini.

Su questi punti i due partiti che dispongono della maggioranza in Parlamento (forte alla Camera debole in Senato) procedono con determinazione. Sino a sfidare indirizzi e disposizioni dell’Unione Europea, che contesta la decisione del governo di accrescere, sia pure solo per qualche anno, il debito pubblico, al fine di reperire le risorse necessarie a realizzare quelle proposte. Su altre questioni di rilievo, invece, M5S e Lega appaiono divisi. E si confrontano quasi fossero partiti di maggioranza e di opposizione. Per esempio, sulla realizzazione di grandi opere autostradali e ferroviarie per l’alta velocità, e per il settore energetico il M5S è minimalista, per corrispondere alle idee e alle istanze più avanzate dell’ambientalismo. Mentre la Lega è molto decisa a realizzarle, soprattutto in nome della competitività, a livello europeo e mondiale, del sistema produttivo italiano. E sui condoni edilizi, in particolare per quelli di Ischia, nel M5S si sono manifestate forti (anche se numericamente limitate) divisioni interne, con contraccolpi in Senato, senza riflessi nella Lega. Altro motivo di contrasto tra i due partiti sono stati gli attacchi ai giornalisti dopo l’assoluzione della sindaca di Roma Raggi. Negli ultimi mesi, infine, sembrerebbe farsi strada anche una nuova componente originale post elettorale, mossa da spinte crescenti nella società civile e prive di connotati partitici, originate da fatti reali, che chiedono interventi concreti e tempestivi alla politica per essere appagati. Tali sono apparse la manifestazione a Roma sui tanti problemi della capitale, e la grande manifestazione popolare di Torino a favore del completamento della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, sulla quale molti politici – e non solo il M5S – esprimono avversione o dubbi. Sarà interessante vedere se il fenomeno avrà un seguito

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