SGUARDO A ORIENTE

La storia della giovane Chiesa della Corea del Sud
By Gianni Di Santo
Pubblicato il 31 Maggio 2023

“Abbiamo bisogno di ‘decentrarci’, compiendo un viaggio verso Oriente e mettendoci alla scuola di uno stile di vita spirituale ed ecclesiale che può rinvigorire la nostra fede”. Nelle parole di papa Francesco c’è tutto il senso del suo pontificato, inteso ad abbracciare le periferie del mondo. In queste periferie del mondo troviamo senza dubbio la storia della giovane Chiesa della Corea del Sud e del cardinale Lazzaro You Heung-Sik. Nato nel 1951 in Corea del Sud, dopo aver ricevuto il battesimo quando aveva 16 anni, ha iniziato a partecipare attivamente alla vita della Chiesa, per poi entrare in seminario ed essere ordinato sacerdote nel 1979. Ha conseguito il dottorato in Teologia morale e ha poi svolto il ministero pastorale come vicario parrocchiale, poi rettore del Centro cattolico di educazione a Daejeon e, infine, rettore del Seminario maggiore. Nel 2003 è stato nominato vescovo coadiutore di Daejeon per poi essere chiamato da papa Francesco, l’11 giugno 2021, a guidare il Dicastero per il clero. Nel Concistoro del 27 agosto 2022 è stato creato cardinale.

Volgere lo sguardo a Oriente, in quel punto geografico in cui sorge il sole. Animata da questa speranza, la Chiesa, nella sua tradizione teologica liturgica, si è sempre rivolta a Oriente e lì ci invita a guardare, spiega sempre papa Francesco nella prefazione al libro, Lazzaro You Heung-Sik. Come la folgore viene da Oriente (San Paolo), scritto dal cardinale sudcoreano insieme a don Francesco Cosentino, docente di Teologia presso l’università Gregoriana, efficace divulgatore di “teologia, pastorale e dintorni” sui social e anche un lavoro in Segreteria di Stato, “perché da Oriente sorge la luce, il sole di giustizia, la stella luminosa che è Cristo. Sempre la Chiesa ha bisogno di essere illuminata da Cristo e dal suo Vangelo, perché sempre, come una barca che attraversa le onde spesso agitate della storia, essa può correre il rischio di non essere la Chiesa di Gesù”. E allora la testimonianza del cardinale Lazzaro You Heung-Sik diventa fondamentale per capire l’altro lato del mondo, l’altra Chiesa della voce dello Spirito. Una Chiesa giovane che può dire molto alla Chiesa un po’ stanca di Occidente, presa d’assalto da una secolarizzazione senza ritorno.

Non che la storia della Chiesa coreana sia immune da difficoltà legate ovviamente al suo percorso storico. La storia coreana è fortemente condizionata, ancora oggi, dalle divisioni tra Nord e Sud del paese. Il contributo alla pacificazione da parte del cardinale Lazzaro, anche in qualità di presidente del Comitato per la pace, si muove sui sentieri certi della Parola, della parresia, della profezia. “Per alcuni – scrive nel libro – sono diventato un ‘vescovo rosso’… Non dobbiamo temere di sporcarci le mani per paura di avere dei nemici. Più importante che non avere nemici è farsi un esame di coscienza ogni sera e chiedersi: quanto ho contribuito oggi alla fraternità, alla pace, a diffondere il comandamento dell’amore”.

Un dialogo serrato ed empatico, dunque, quello tra Francesco Cosentino e Lazzaro You Heung-Sik. C’è il racconto “sorridente” di un prete che desidera incontrare il prossimo ovunque esso sia, c’è la testimonianza di un pastore che ama sentirsi addosso l’odore del suo gregge, e soprattutto c’è una riflessione libera e appassionata sul futuro della fede e della Chiesa di domani.

I consigli “pastorali” del cardinale Lazzaro sono concreti. Una Chiesa del domani non può aver paura del dialogo con il mondo e del dono della Parola. Il cristianesimo non è fatto di idee: è un’esperienza che ci comunica la gioia nel farci sentire amati da Dio e dai fratelli. E così sostiene il nostro cammino. Grande affidamento alla Parola. Abbandonare il predominio dell’approccio giuridico o morale, in favore di un approccio più pastorale e spirituale che parta da un atteggiamento evangelico. “La dottrina, il diritto, la morale sono un effetto del Vangelo, non vengono prima”.

E ancora: il gusto della Parola, la Chiesa sorridente che ama dialogare con i “lontani”, il Vangelo che sa dire qualcosa di diverso e di speranza a ogni persona, la questione femminile – “fare lettrici, fare accolite, coinvolgere sempre di più le donne in certi ambiti e in certi ruoli di governo. Una donna è fondamentale anche nelle équipe dei formatori del Seminario, dove per l’appunto un mondo esclusivamente maschile genera non poche problematiche” -, è questo l’orizzonte a cui anela la Chiesa d’Oriente.

La Chiesa è la comunità dei battezzati, cioè dei laici. In Corea la Chiesa è nata dai laici. È la storia di coloro che sono stati sorpresi dall’annuncio del Vangelo, leggevano i libri di Matteo Ricci, si sono convertiti, facendosi battezzare. E progressivamente hanno scoperto l’importanza e la centralità del ritmo settimanale cristiano, con la celebrazione eucaristica domenicale. E dopo hanno scelto qualcuno perché diventasse prete e celebrasse per loro, e poi qualcuno per l’episcopato e così via. Proprio come accadeva nella prima comunità apostolica.

Consigli per la Chiesa di Occidente? “Il desiderio di Dio è radicato nell’uomo asiatico, la domanda di spiritualità è innestata nelle persone come un loro tratto costitutivo. La Chiesa è stata fino ad ora capace di farsi interprete di questa domanda. E la strada è sempre questa: l’incontro tra fede e cultura. In Occidente – conclude il cardinale Lazzaro – il cristianesimo ha forse bisogno di nuove letture della realtà e della vita delle persone, per riformulare la domanda di Dio in modo nuovo”.

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