C’è qualcosa di nuovo oggi nel sito… Il paziente lettore vorrà amabilmente perdonare il fin troppo aulico incipit della consueta rubrica riservata alle note di sport. Ma effettivamente c’è proprio qualcosa di nuovo, non solo nel sito, ma all’interno del sito stesso, perché intendiamo questa volta affrontare più che gli eventi sportivi, e i loro abituali epigoni, gli ambienti in cui quegli eventi in genere si svolgono. Ci riferiamo – ed è pleonastico sottolinearlo – agli stadi che quegli eventi ospitano, con citazione diretta ed esplicita alle “piazze” di Roma e di Milano, che proprio nell’anno che si sta concludendo hanno arricchito di comunicati, di polemiche, di interpretazioni, vicende e storie di architettura, urbanistica, vita civile e vita politica, tutte ancora ben lontane dalla conclusione.
Qualche fugace cenno di cronaca consentirà una pur modesta panoramica della situazione. Roma, e la Roma, a distanza quasi siderale dagli sconquassi olimpici (che tali tuttavia non furono…), e da quelli a noi più vicini della vicenda Mundial, sente da tempo il bisogno di scimmiottare per esigenze economico-strutturali le grandi arene straniere ammantate, si dice, di poderosi ritorni di cassa. E per far questo non disdegnerebbe il possibile abbraccio (o comunque una certa intesa) con l’acerrima rivale di casa, quella Lazio il cui patron ha tuttavia lanciato più di un’esca per attirare l’attenzione sul problema degli impianti sportivi, ma mettendo in chiaro priorità e proprietà, attuali e a venire.
Milano non le è da meno, tanto che le diatribe meneghine tra chi vuole abbattere il glorioso San Siro e chi lo vorrebbe lasciare così com’è (o quasi…) fanno derubricare come scaramucce di poco conto le polemiche sugli stadi e sugli espropri della capitale. La cui versione giallorossa si dice sia già pronta a trasformare il “rendering” (vale a dire il profilo grafico ora su carta) in un corposo progetto esecutivo su cui il Campidoglio si esprimerà col nuovo anno.
