Trofei, coppe, scudetti, premi… Guai a non conquistarli, nello sport. Ed è proprio per il conseguimento di quei traguardi che la competizione si fa concreta, raggiunge il suo diapason, e la sfida si arricchisce del suo vero obiettivo, la vittoria. Che tuttavia può anche essere diversa, come crediamo sia quando la partita, quella partita, assume i contorni della solidarietà, dell’inclusione, della promozione.
Questo traguardo, al proposito, è stato raggiunto dalla Federcalcio italiana con il conseguimento del World Football Summit Award (WFSA) grazie al progetto “Il calcio è di tutti” per la categoria ‘Eli Wolff – Football Without Limits’ (che si riferisce a un calcio ‘senza limiti’, aperto appunto a tutti). Il premio è intitolato a Eli Wolff, ex atleta paralimpico statunitense scomparso prematuramente un paio di anni fa, che, al termine della carriera agonistica, si è adoperato con grande impegno per la diffusione e la promozione dello sport praticato dalle persone con disabilità. È giusto ricordare che nei suoi nove anni di attività il ‘WFS’ è riuscito ad aggregare in modo trasversale i più autorevoli personaggi del mondo del calcio, dal presidente della FIFA Gianni Infantino a quello della UEFA, Aleksander Ceferin, oltre a popolarissimi ex calciatori, come Ronaldo ‘il fenomeno’ o l’ex capitano azzurro Giorgio Chiellini.
Nel corso della cerimonia per la consegna del riconoscimento, si è svolto un dibattito il cui filo conduttore è stato la valenza sociale del calcio riguardo a tematiche come inclusione, sostenibilità, uguaglianza di genere. “Questo prestigioso riconoscimento – ha commentato il presidente Gravina – inorgoglisce l’intera FIGC. L’impegno e la passione quotidiani della Divisione, dei Club e degli atleti rappresentano il fiore all’occhiello del nostro movimento, perché si è riusciti tutti insieme a dare contenuto ad uno slogan bellissimo come ‘Il calcio è di tutti’, ormai sinonimo di inclusione, divertimento e partecipazione”.
“Il premio assegnato al progetto ‘Il Calcio è di Tutti’ – ha chiosato a sua volta il presidente della Divisione Calcio Paralimpico Sperimentale (DCPS), Franco Carraro – rende merito, in primo luogo, alla passione e all’impegno che tutti i nostri atleti, sostenuti dalle loro famiglie e dalle società, mettono in ogni partita e in ogni allenamento. È un riconoscimento importante per quanto la FIGC ha fatto nel 2019, istituendo la DCPS, prima federazione al mondo a compiere un passo del genere. Ci stimola inoltre a continuare il nostro lavoro per allargare ulteriormente il raggio d’azione della Divisione e per far sì che il calcio sia sempre più di tutti, al di là di ogni barriera”.
