Un novello sacerdote racconta
La crisi vocazionale di Padre Michael che l’ha aiutato a maturare e fare una scelta più consapevole.
Michael è nato in Nigeria 39 anni fa. Alto, vigoroso, solare, con un cognome quasi impronunciabile: Chukwujekwu Ejie. Il 20 giugno scorso è stato consacrato sacerdote nella Congregazione dei passionisti, al santuario di San Gabriele. Il suo è stato un percorso lungo e tortuoso, che affonda le radici in una complessa storia familiare. Suo nonno, legato alla religione tradizionale e poligamo, decise di diseredare e cacciare di casa il padre di Michael quando scoprì che, a soli 15 anni, si era fatto battezzare.
Il papà, tuttavia, non si arrese: trovò un lavoro, costruì una casa di “sabbia rossa” e formò una famiglia numerosa, dando alla luce otto figli. L’ultimo è proprio Michael che, studente brillante, sognava l’università. La svolta vocazionale arrivò grazie all’esempio di una delle sorelle, entrata tra le suore Figlie del Divino Amore: vedendole pregare e cantare, Michael ne rimase incantato e sentì nascere l’attrazione per la vita religiosa.
Nel 2010 arrivarono nella sua zona i primi missionari passionisti. Michael, allora ventitreenne, ne rimase conquistato e scrisse subito una lettera per esprimere il desiderio di condividere la loro vita. L’anno successivo superò l’esame di ammissione e iniziò il cammino: postulato, studi di filosofia, noviziato nel 2017 e teologia tra Nigeria e Tanzania. Nel 2021 emise la professione perpetua e venne ordinato diacono. Destinato all’Italia, prestò servizio prima a Bari e, nel 2025, arrivò al Santuario di San Gabriele come aiutante sacrista, un compito che svolge con gioia. È affascinato da san Gabriele, di cui ammira soprattutto l’umiltà e la capacità di aver sempre “lavorato con il cuore”. Nel frattempo, perfeziona l’italiano all’università di Teramo. È felice in Italia, anche se la nostalgia per la terra nativa resta forte.
Padre Michael ci tiene a condividere il racconto di un incontro che ha segnato la sua vita: «Dopo l’ordinazione diaconale, ho dovuto attendere molto tempo prima di essere ammesso al sacerdozio. Questo prolungato periodo di prova mi spezzava il cuore, riempiendomi di dubbi e ansie. Mi domandavo: non sono degno? I superiori non hanno fiducia in me? Devo cambiare strada? In quel momento buio, Dio mi ha parlato attraverso il mio direttore spirituale, Padre Lombardo Lonoce, già missionario in Africa. Era il marzo del 2023. Padre Lombardo mi chiamò e mi disse: “Michael, sento il tuo dolore e vedo lo scoraggiamento nel tuo cuore. Ma potrebbe essere che Dio vuole parlarti, farti maturare, ma tu non riesci a sentirlo perché non sei sereno, sei troppo concentrato su te stesso?”.
A quelle parole sentii una morsa allo stomaco, un getto d’acqua gelida sul fuoco che divampava nel mio cuore. Fu allora che capii: Dio non mi aveva abbandonato, mi stava parlando. Mi chiedeva una donazione totale, una decisione matura, un cuore plasmato dall’umiltà e dalla compassione per la missione che mi attendeva: mettermi al servizio dei fratelli, portando speranza a chi l’ha smarrita.
“Cari lettori dell’Eco, se anche voi state attraversando momenti difficili, tormentati da ansie, dubbi o paure per il futuro, ricordatevi questo: nella tristezza e nella solitudine, Dio non si dimentica di voi. Vi è vicino. Apritevi, affidatevi a Lui e sentirete la Sua consolazione. Possa la mia storia essere per tutti voi un incoraggiamento”.

Padre Michael Chukwujekwu Ejie, passionista ordinato sacerdote lo scorso 20 giugno al santuario di San Gabriele. A sinistra il fratello maggiore e a destra la sorella suora e il nipote. Originario della Nigeria, padre Michael da due anni è in forze al santuario di San Gabriele nell’accoglienza dei pellegrini. Sotto: insieme al vescovo consacrante Lorenzo Leuzzi, della diocesi Teramo-Atri e al passionista Giulio Mencuccini, vescovo emerito di Sanggau (Indonesia).

