di Alessandra Bucci, Edizioni Il Viandante pp. 184, euro 15,00
Alessandra Bucci stupisce ancora per la ricchezza di idee, l’originalità degli argomenti, la fluidità narrativa e la capacità di ricostruzione di ambienti e fatti storici che immergono il lettore. Prima che sia troppo tardi, tredicesima fatica letteraria, è un romanzo intenso e profondo, in cui si intrecciano emozioni e situazioni animate da personaggi magistralmente “creati” dall’autrice, abilissima nel renderli organici ai temi trattati. Nulla è lasciato al caso: Bucci si sofferma sulle tristi vicende dell’Italia del 1943, piegata dall’armistizio dell’8 settembre, dalla guerra civile e dall’invasione tedesca, con la linea Gustav a fare da sfondo.
La trama nasce dalle vicissitudini di due sorelle gemelle, Aurora e Leila, divise da un grave fatto del passato e richiamate in Abruzzo per stare accanto alla nonna malata Luisa, anch’essa gemella di Silvana. Il quadro genealogico si completa con Isabella e Sofia, la cui biografia ha un epilogo beffardo. Ispirandosi alla teoria delle “costellazioni familiari” di Bert Hellinger, il romanzo ripercorre tre generazioni di gemelle, riportando alla luce dolori rimossi e confessioni che esortano Aurora a non ripetere errori.
Tra pathos e racconti struggenti si compie la nemesi finale voluta dalla nonna, il tutto “prima che sia troppo tardi”. Un libro da leggere e divorare, che crea suspense e invita a risolvere le diatribe familiari facendo il primo passo verso la riappacificazione.
