In queste settimane si discute molto della grave crisi energetica che incombe sul Paese, una crisi resa più acuta da decisioni geopolitiche che hanno alimentato guerre, instabilità e distruzioni in Medio Oriente. Nel tentativo di individuare un percorso credibile verso l’autonomia energetica, il Parlamento ha approvato una nuova legge che riapre alla produzione di energia elettrica tramite il Nucleare. Ma quale Nucleare? La domanda è inevitabile, e la risposta che emerge sembra essere la riproposizione della fissione, basata sull’utilizzo dell’Uranio come materia prima.
È noto che questa tecnologia comporta una filiera complessa, pericolosa e inquinante per l’uomo e per l’ambiente, oltre a generare scorie radioattive che rappresentano un problema ancora irrisolto nel nostro Paese. La loro gestione richiede
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