Non solo incentivi

Decreto Lavoro

Decontribuzioni mirate, contrasto ai contratti pirata e più garanzie nelle piattaforme online

Come da tradizione, da qualche anno a questa parte, in occasione del 1° maggio, accanto alle celebrazioni, arriva il decreto con cui il governo introduce norme a favore dei lavoratori e delle imprese. Con il provvedimento di quest’anno si punta a rafforzare la dignità dei lavoratori, promuovere l’occupazione stabile di giovani e donne e contrastare nuove forme di sfruttamento legate all’economia digitale.

Il decreto interviene con quattro principali misure di decontribuzione:

Bonus assunzione donne 2026, che prevede un esonero contributivo del 100% (fino a 650 euro mensili) per 24 mesi per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate, con incremento a 800 euro nelle regioni della ZES unica per il Mezzogiorno (Abruzzo compreso).

Bonus assunzione giovani 2026, che riconosce l’esonero totale dei contributi previdenziali (fino a 500 euro mensili) per 24 mesi per nuove assunzioni di personale non dirigenziale under 35, con limite elevato a 650 euro nel Sud (Abruzzo incluso) e nelle aree di crisi (tra cui l’Area Vibrata – Tronto).

Bonus stabilizzazione giovani 2026, che concede l’esonero del 100% dei contributi fino a 500 euro per 24 mesi per la trasformazione a tempo indeterminato di contratti a termine stipulati tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2026, della durata massima di 12 mesi, effettuata tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026, per giovani under 35 mai occupati stabilmente.

Bonus assunzioni ZES 2026, rivolto ai datori di lavoro fino a 10 dipendenti nella ZES unica del Mezzogiorno (Abruzzo compreso), con esonero contributivo totale (fino a 650 euro mensili) per l’assunzione di over 35 disoccupati da almeno 24 mesi.

Possono accedere alle misure i datori di lavoro che garantiscono retribuzioni non inferiori ai minimi stabiliti dai CCNL sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative, scoraggiando così l’uso dei cosiddetti contratti pirata. La norma tutela inoltre la concorrenza leale e valorizza l’autonomia negoziale delle parti sociali.

Il decreto introduce anche strumenti per prevenire l’intermediazione illecita e lo sfruttamento, con particolare attenzione alle attività gestite tramite piattaforme digitali, che dovranno garantire la verifica dell’identità digitale dei lavoratori e la trasparenza degli algoritmi. È previsto inoltre uno sgravio contributivo (fino all’1% del totale) per le imprese che adottano la certificazione dedicata alla gestione della conciliazione tra vita familiare e attività professionale, investendo in maternità, paternità, carichi di cura, flessibilità organizzativa, welfare aziendale, salute, continuità di carriera e sostegno alla natalità.

L'ECO di San Gabriele
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