Nell’affermazione biblica “Io sono il Signore tuo Dio” sono incluse le virtù teologali. La fede, la speranza e la carità riassumono l’esistenza cristiana che aiuta a capire meglio sia il mondo creato che le realtà sociali.
San Francesco d’Assisi nel Cantico delle creature chiama le creature fratello e sorella perché vedeva tutto in riferimento al Creatore. San Bonaventura descrive questo atteggiamento come “pietà” che riconosce l’origine comune del mondo materiale e dell’umanità. Il credente può mettere in pratica queste verità di fede rinunciando ai comportamenti consumistici in vista dell’armonia con Dio, con gli altri e con il creato (Cf. Laudato si’, 119).
Papa Francesco considera la fede come l’ultimo fondamento per il rispetto dovuto alle minoranze storiche: “Se non esiste una verità trascendente, obbedendo alla quale l’uomo acquista la sua piena identità, allora non esiste nessun principio sicuro che garantisca giusti rapporti tra gli uomini. Il loro interesse di classe, di gruppo, di nazione li oppone inevitabilmente gli uni agli altri. Se non si riconosce la verità trascendente, allora trionfa la forza del potere. La radice del moderno totalitarismo, dunque, è da individuare nella negazione della trascendente dignità della persona umana, immagine visibile del Dio invisibile e, proprio per questo, per sua natura stessa, soggetto di diritti che nessuno può violare: né l’individuo, né il gruppo, né la classe, né la Nazione o lo Stato. Non può farlo nemmeno la maggioranza di un corpo sociale, ponendosi contro la minoranza” (Fratelli tutti, 273).
