“MI AVRÀ AIUTATO SAN GABRIELE”

By Vincenzo Fabri
Pubblicato il 1 Gennaio 2019

Vivo dopo 40 ore di naufragio nell’Adriatico. Giovanni Amodio, pescatore trentacinquenne di Martinsicuro (Teramo), davanti all’urna di san Gabriele racconta la sua odissea. Il 25 novembre scorso Giovanni con alcuni familiari è venuto al santuario per ringraziare il santo di cui è devoto fin da piccolo. Lui si ritiene un miracolato, non per nulla la sua barca era dedicata a san Gabriele.

Giovanni, pescatore da 21 anni, racconta quella sera del 12 ottobre 2018, quando la sua barca, una sei metri utilizzata per pescare e portare a casa il pane per la sua famiglia, affonda. “Ero con la mia piccola imbarcazione al largo di Martinsicuro, spiega, quando l’elica si è impigliata nelle reti che avevo calato in acqua, tirando giù la barca che si è ribaltata. Io sono finito sotto lo scafo, ho fatto solo in tempo a prendere il giubbotto salvagente”.

Poi inizia la lunga odissea, intorno è tutto buio, Giovanni prova a gridare, vede in cielo gli elicotteri, in mare le imbarcazioni e le motovedette che lo cercano, ma non riescono a individuarlo. Poi domenica 14 ottobre, dopo 40 ore di naufragio, il ‘miracolo’: Giovanni viene ritrovato al largo di Pescara, a circa 40 chilometri dal luogo del naufragio! “Forse mi avrà aiutato san Gabriele, la mia barca si chiamava San Gabriele quarto. Di certo ho avuto tanta fortuna, una grossa mano me l’ha data anche la mia corporatura robusta. Ce l’ho fatta perché avevo voglia di resistere, di riabbracciare mio figlio, di tornare da mia moglie e da mia madre”.

E il suo coraggio è stato premiato. Giovanni ora sta bene e ha già risistemato la sua barca, grazie a una colletta di amici. Ovviamente non vede l’ora di tornare in mare. Ora posa sereno con i familiari davanti all’urna del santo, un momento di tranquillità prima di tornare tra i pericoli del mare, ma sempre con la sua barca rinnovata San Gabriele quarto. Convinto che il santo non gli farà mancare la sua protezione.

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