MANGIARE BENE PER DUE

Alimentazione in gravidanza e allattamento
By claudio di battista
Pubblicato il 30 Novembre 2022

È FONDAMENTALE VALUTARE LO STATO DI NUTRIZIONE DELLA DONNA AL MOMENTO DEL CONCEPIMENTO E SEGUIRLA, POI, CON CURA DURANTE TUTTO IL PERIODO GESTAZIONALE, MODIFICANDO SE NECESSARIO IL RAPPORTO TRA I PRINCIPALI NUTRIENTI IN SENSO QUANTITATIVO E QUALITATIVO AL FINE DI ASSICURARE ANCHE AL FETO I FABBISOGNI ESSENZIALI

Alimentazione in gravidanza e allattamento sono due argomenti che hanno numerosi punti di contatto. Una donna che si alimenta bene in gravidanza continuerà ad alimentarsi bene anche dopo, con eventuali piccole varianti aggiuntive. Vi è una frase ripetuta globalmente, di fronte a una donna in dolce attesa, assieme ai complimenti: adesso devi mangiare per due… Nulla è di più errato. La gravidanza è un evento fisiologico-biologico durante il quale la salute di un individuo che è vivo, ma che deve ancora nascere, dipende fortemente dalla salute dell’altro. Si deve quindi mangiare bene per due.

È fondamentale valutare lo stato di nutrizione della donna al momento del concepimento e seguirla, poi, con cura durante tutto il periodo gestazionale, modificando se necessario il rapporto tra i principali nutrienti in senso quantitativo e qualitativo al fine di assicurare anche al feto i fabbisogni essenziali. (Tab. 1)

Lo stato di salute, sia fisico che mentale della madre, influenza lo sviluppo del feto, un esito ottimale del parto e la salute futura del nascituro. L’attenzione dei colleghi ostetrici è focalizzata soprattutto su parametri clinici, ecografici, laboratoristici per l’accertamento di eventuali malformazioni e dei rischi insiti in talune gravidanze; poco spazio, anche temporale, viene invece riservato generalmente all’alimentazione, anche per colpa delle scuole di specializzazione.

Unico parametro che viene accertato e documentato con rigore è l’aumento ponderale di 12-13 kg. Per la maggioranza delle donne gravide l’apporto calorico oscilla tra 1880 e 2700 calorie al giorno, quota da adattare a specifiche esigenze individuali. Altrettanto importanti nell’anamnesi sono la familiarità per diabete, ipercolesterolemia e ipertensione. Negli anni 60/70 avevamo una notevole mortalità neonatale per macrosomia fetale in donne che avevano sviluppato un diabete gestazionale e non avevano ricevuto adeguate terapie, sia farmacologiche, sia dietetiche.

I principi nutritivi essenziali sono contenuti negli alimenti che assumiamo giornalmente e non esiste in natura un alimento che da solo soddisfi le necessità nutrizionali dell’individuo (forse solo il latte nei primi mesi di vita). Possiamo distinguere alimenti di tipo energetico (carboidrati-proteine-grassi) e di tipo non energetico ma ugualmente indispensabili (acqua, vitamine, sali minerali, micronutrienti, fibre). Vi deve essere un’adeguata proporzione tra i componenti di tipo energetico. (Tab. 2) Per la gran parte delle donne italiane il maggior apporto dietetico potrebbe essere coperto da un po’ di latte e da qualche porzione di frutta in più. L’embrione e poi il feto hanno scarse capacità di difendersi dagli effetti nocivi delle bevande alcoliche; non vi sono livelli minimi di alcol sicuri e l’effetto nocivo di cui la sindrome feto-alcolica è la più evidente, si esprime nelle forme più svariate (aborti, distacco di placenta, parto prematuro). Si possono concedere quantità limitate di birra e vino assunte sporadicamente.

Nel mondo occidentale la civiltà delle vaccinazioni ha cancellato i danni che alcune malattie infettive (rosolia in particolare) producevano sul feto. Permangono però i rischi di danno da toxoplasma contratto in gravidanza in donne non ancora immuni da listeria. Vi sono norme igieniche comuni che vanno rispettate per evitare le due possibili infezioni.

Toxoplasma. Evitare il contatto con la lettiera dei gatti e i lavori di giardinaggio a contatto con il terriccio. Non lasciare cibi scoperti perché possono essere contaminati da insetti (mosche e scarafaggi).

Listeria. Mantenere pulito il frigo (sempre) dividere i pesci dalle carni, lavare accuratamente frutta e verdura, non consumare carne e pesce poco cotti, né insaccati.

In gravidanza e nell’allattamento è utile evitare l’assunzione di alimenti contaminanti dai cosiddetti interferenti endocrini, largamente diffusi nell’ambiente (agricoltura e zootecnia).

Variare il più possibile l’alimentazione in modo da ridurre la probabilità di esposizione a sostanze inquinanti; meglio usare ortaggi e frutta di stagione poiché nelle altre e soprattutto in quelle esotiche maggiore rischio della presenza di pesticidi, vermicidi e antiparassitari. (Tab. 3) Lavare accuratamente e a lungo frutta e verdura con acqua resa acida (aceto). I pesci, soprattutto quelli di grossa taglia, accumulano più degli altri sostanze tossiche (metil-mercurio), altrettanto dicasi per molluschi e crostacei che filtrano i sedimenti del fondo.

Ricordiamo anche che il pesce fresco, se possibile, è un’ottima fonte di ferro, acidi grassi Omega 3 e iodio.

L’attività fisica, infine, in gravidanza non deve essere eccessiva e il nuoto è l’attività ideale in quanto aiuta a ridurre gli edemi e la distensione venosa.

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