L’intelligenza artificiale (IA) in reumatologia trova impiego in vari ambiti, tra cui la diagnosi, la valutazione della sintomatologia, il percorso di cura e la prevenzione. L’IA non sostituisce lo specialista, tuttavia può rappresentare un valido supporto nella gestione del malato reumatico. L’Intelligenza Artificiale può dare il suo apporto a tutto il percorso che il paziente deve seguire, può analizzare grandi moli di dati clinici, immagini radiologiche e test biologici, facilitando diagnosi precoci che superano i tempi tradizionali ancora troppo lunghi. Inoltre può aiutare a distinguere i sottotipi di artrite reumatoide.
Le malattie reumatiche sono circa 200 e si stima che attualmente ne soffra il 10-15% degli italiani, in pratica più di cinque milioni di persone. Compaiono soprattutto in età adulta, nel pieno della vita sociale e alcune non danno sintomi immediatamente evidenti. Ma se non diagnosticate e curate in tempo possono causare gravi disabilità con costi sociali elevatissimi. I sintomi sono dolore, gonfiore e rigidità delle articolazioni colpite associati a febbre, stanchezza eccessiva, fino a difficoltà respiratorie, incapacità a ingerire i cibi o insufficienza renale quando vengono interessati anche gli organi interni.
