L’USCITA DI SCENA DI GIORGIO FALETTI

By Teodora Poeta
Pubblicato il 4 Settembre 2014

L’ultimo saluto lo ha affidato ai social network: “A volte immaginare la verità è molto peggio che sapere una brutta verità. La certezza può essere dolore. L’incertezza è pura agonia”. È questo che ha scritto su twitter e facebook Giorgio Faletti la notte prima di morire a soli 63 anni. Nato ad Asti e laureato in legge, Faletti è stato un artista a 360 gradi che ha saputo reinventarsi mille volte da autentico funambolo della creatività. Comico, scrittore di successo, cantautore, attore di cinema e teatro, pittore. Lui è stato tutto questo e probabilmente se non fosse stato colpito dalla malattia, avrebbe continuato a sorprendere il pubblico. Cabarettista negli anni settanta al Derby, lo storico locale di Milano che battezzò Abatantuono, Teocoli, Boldi, Paolo Rossi e tanti altri talenti, Faletti aveva conosciuto il successo popolare nel varietà tv di culto Drive in interpretando il vigilante panzone Vito Catozzo, pietra miliare della comicità nazionale, e altri personaggi irresistibili come suor Daliso, Carlino, il testimone di Bagnacavallo. Durante la sua carriera ha scritto canzoni per Mina (nel 2007 anche per Milva), pubblicato diversi album e nel 1994 è arrivato secondo a Sanremo con il celebre Signor tenente, un pezzo da brividi ispirato alle stragi di Falcone e Borsellino. Nel 2002 la prima batosta: un ictus. Ma prima di finire in ospedale ha scritto un thriller, Io uccido. La critica togata storce il naso, il libro vende quattro milioni di copie. Scoppia il fenomeno Faletti scrittore e Giorgio raddoppia due anni dopo con un altro giallo, Niente di vero tranne gli occhi (tre milioni e mezzo di esemplari), Fuori da un evidente destino ambientato in Arizona tra gli indiani Navajos, Io sono Dio, Appunti di un venditore di donne, Tre atti e due tempi. Ogni romanzo sbanca le classifiche e viene tradotto in 25 lingue. Nel 2005 un altro colpo di scena: Faletti debutta nel cinema come attore nella commedia Notte prima degli esami. Fa il professore carogna, altro personaggio cult. Poi fa un’apparizione in Baària di Tornatore prima di sorprendere tutti con l’ennesima metamorfosi: diventa pittore di quadri astratti che piacciono alla critica e trovano un mercato. Prima di ammalarsi, Giorgio stava portando in tour il recital Nudo e crudo e quando è stato costretto a sospenderlo ha scritto sul suo sito: “Purtroppo a volte l’età, portatrice di acciacchi, è nemica della gioia. Ho dovuto a malincuore rinunciare alla tournée per motivi di salute…”. Stava lavorando a un nuovo libro e a chi gli chiedeva se preferiva essere definito attore, scrittore, musicista o pittore, lui rispondeva: “Sono un capostipite, uno che ha aperto la strada all’abbattimento delle etichette”.

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