L’ultimo “viaggio” di Emilio Fede

È morto lo scorso mese all’età di 94 anni Emilio Fede, giornalista e direttore del tg di Rete 4 dal 1992 al 2012. Da tempo era ricoverato nella residenza San Felice di Segrate, alle porte di Milano. Fede è stato anche direttore del TG1 e primo conduttore di Studio Aperto. Dopo gli inizi in Rai, nel 1989 era passato alla Fininvest (poi Mediaset) di Berlusconi, suo grande amico, prima come direttore di Videonews e poi di Studio Aperto. A dare la notizia è stata la figlia Sveva, nata insieme alla sorella Simona dal matrimonio con la giornalista e senatrice Diana De Feo. Emilio Fede è stato colui che ha portato il tg sulla televisione commerciale e che su quella pubblica, attraverso una diretta di 18 ore da Vermicino, ha inventato quella che soltanto dopo è stata ribattezzata la “tv del dolore”. Ed è successo in occasione del tentativo di salvataggio del piccolo Alfredino Rampi caduto in un pozzo, diventata invece la cronaca di una morte. Nel suo lungo percorso professionale ha narrato guerre e disastri come inviato Rai per otto anni, in 40 diversi Paesi, prima di diventare direttore del Tg1.

Con Silvio Berlusconi, oltre che la carriera professionale, ha condiviso anche alcune vicende giudiziarie. Nel gennaio 2011 fu indagato dalla procura per induzione e favoreggiamento della prostituzione, insieme con il fondatore di Forza Italia, sul “caso Ruby”. L’11 aprile del 2019 la Cassazione rese definitiva la condanna a 4 anni e 7 mesi per Fede. A causa dell’età avanzata e delle sue condizioni di salute, però, venne stabilito che scontasse la pena ai domiciliari.

L'ECO di San Gabriele
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