Il pontificato che attraversa il mondo per ricucire ferite e donare speranza
Prevost, tra continui viaggi animati dalla forza del Vangelo, a fine settembre sarà in Francia mentre aumentano i battesimi tra adulti e giovani in cerca di senso
Dopo un primo periodo di necessario adattamento ai tempi e alle consuetudini del Successore di Pietro, Leone XIV ha messo “la quinta” e viaggia spedito verso un Magistero che non solo è destinato alla riflessione dei fedeli, ma diventa, ogni giorno che passa, un autentico soffio di speranza e di pace nel mondo in fiamme che conosciamo oggi. In questo senso, papa Leone è davvero un pellegrino di pace e sta sorprendendo tutti, con la sua veemenza fisica e il suo rigore intellettuale, nel porsi come uomo che parla a tutti i popoli della terra.
Un vero uomo di pace, dunque. Una pace cercata attraverso i viaggi apostolici e le visite pastorali, che aumentano ogni giorno che passa e che dimostrano una “resilienza” del pellegrinare che sembra spiegare, meglio di ogni altra cosa, l’uomo e il pastore Prevost. Il Papa americano, d’altronde, ha appena 71 anni, è ancora nel pieno della sua vigoria fisica – in questo ricorda molto Giovanni Paolo II –, e non è un mistero che sia l’appartamento pontificio che la residenza estiva di Castel Gandolfo siano provvisti di stanze adatte all’attività sportiva. Insomma, Leone si tiene in forma. E ha scelto il viaggio come principale fonte per annunciare il Vangelo che salva.
Un recente viaggio apostolico, che ha avuto una vasta eco internazionale per le sue ricadute non solo religiose ma anche di confronto con le realtà della povertà, dello sfruttamento dei popoli e delle terre, un autentico viaggio di “pace” e “riconciliazione”, si è svolto dal 13 al 23 aprile 2026, toccando quattro nazioni africane: Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Undici città visitate in 10 giorni e un pellegrinaggio nei luoghi legati a sant’Agostino, in Algeria, e un forte appello contro lo sfruttamento economico del continente africano. Non va dimenticato, ovviamente, lo “straordinario” viaggio apostolico in Spagna dal 6 al 12 giugno. Straordinario perché le immagini dei media hanno restituito alla comunità internazionale una nazione intera quasi “estasiata” dal papa e un coinvolgimento popolare alle celebrazioni liturgiche davvero impressionante per numeri e partecipazione convinta.
Ma l’idea di parlare al cuore dei popoli con la forza radicale del Vangelo è sempre presente nei viaggi di Leone. Non dimentica l’Italia ovviamente, alla quale ha già dedicato diverse visite pastorali. A Pompei e Napoli l’8 maggio scorso, ad Acerra il 23 maggio, a Pavia e Sant’Angelo Lodigiano il 20 giugno, a Lampedusa il 4 luglio dove ha raccolto il grido mai dimenticato del suo predecessore papa Francesco nei confronti dei migranti morti in mare, ad Assisi il 6 agosto con migliaia di ragazzi, italiani ed europei, che hanno dato vita al “GO! Franciscan Youth Meeting”, a Rimini il 22 agosto per il Meeting per l’amicizia tra i popoli e anche a San Marino.
Ancora una nazione europea, invece, per settembre. Si preannunciano infatti quattro giorni intensi quelli che Leone XIV trascorrerà in Francia, dal 25 al 28 settembre prossimi. Quinto viaggio apostolico internazionale, terzo Paese europeo visitato, il Papa toccherà tre tappe: la capitale Parigi dove si recherà pure nella sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (Unesco) e pregherà nella cattedrale di Notre-Dame; Lourdes, cuore mariano della nazione e tra i luoghi spirituali più noti e simbolici di tutta l’Europa; Metz, città storica, terra natale di Robert Schuman, tra i padri fondatori dell’Unione Europea. Un viaggio particolare quello nella laicissima Francia, perché arriva in un momento in cui si parla molto, tra gli esperti ai lavori, del fenomeno dei battezzati nel Paese transalpino. In Francia, infatti, e non da oggi, si registra un boom di battesimi tra adulti e adolescenti. Nel 2026 i nuovi catecumeni hanno superato quota 21.000 (13.234 adulti e 8.200 adolescenti) con un incremento notevole rispetto all’anno precedente. A sorprendere sono soprattutto i dati che riguardano i giovani, perché la maggioranza dei nuovi catecumeni è composta proprio da giovani e giovanissimi, con una forte presenza nella fascia tra i 18 e i 25 anni. In più, quasi due terzi dei nuovi battezzati adulti sono donne. Battezzati di fascia adulta-giovane che sentono il bisogno di trovare, attraverso la fede, quella ricerca di senso che la fretta del digitale e dei nuovi riti metropolitani ha messo in discussione.
Leone, il pellegrino della pace, pare non abbia voglia di fermarsi. Infatti, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso noto che il Papa compirà un viaggio apostolico in America Latina dal 6 al 17 novembre 2026. Visiterà tre Paesi: Uruguay (6-8 novembre), Argentina (8-11 novembre) e Perù (11-17 novembre), toccando città come Montevideo, Buenos Aires e Lima. Tra le tappe significative non poteva non esserci Chiclayo in Perù, dove il Papa è stato vescovo. Sarà il sesto viaggio apostolico che vedrà il Papa far ritorno in quello che è stato il Paese di missione per oltre vent’anni, il Perù, con tappa, oltre che a Chiclayo, di cui fu vescovo dal 2015 al 2023, e Pucallpa, nel cuore dell’Amazzonia. Il Pontefice si recherà poi nella terra natale di papa Francesco, l’Argentina, e nell’Uruguay, visitato l’ultima volta circa quarant’anni fa da Giovanni Paolo II. Dodici giorni e dieci città da visitare: un record per il papa peruviano di adozione. La cifra di una “Parola” che non resta ancorata ai recinti della Città del Vaticano ma sa varcare, con forza spirituale e pacatezza d’animo, le soglie del vecchio e del nuovo mondo. Perché il Vangelo è davvero una “buona notizia” per tutti.
