Tre espressioni “sconcertanti” che non esprimono violenza, ma la serietà della scelta cristiana: perseverare nelle prove, accettare la divisione che il Vangelo provoca e mettere Cristo al centro di ogni amore
Parole che sconcertano I Vangeli, compreso quello di Matteo, registrano alcuni detti duri di Gesù, parole che urtano la nostra sensibilità a causa dei tratti “violenti” e sconcertanti – almeno così pare a prima vista – che li accomunano. Accanto ad essi ve ne sono altri, espressione del radicalismo cristiano, che spesso rischiano di essere travisati e, di conseguenza, diventano fonte di malintesi, soprattutto per i “piccoli”, i credenti dalla fede più fragile. Dedichiamoci ad analizzarne tre esempi, tratti dal discorso rivolto da Gesù ai Dodici prima di inviarli in missione (cf. Mt 10,5-42).
“Sarete odiati da tutti a causa del mio nome”
“Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato” (Mt 10,22). Matteo riporta queste parole due volte, collocandole anche nel discorso sulla fine dei tempi (cf. Mt 24,9.13). Per quanto suoni strano ai nostri orecchi, incapaci di accogliere il Vangelo in tutta la sua portata, è normale che i cristiani siano osteggiati dal mondo, dalle forze mondane che si oppongono al disegno di salvezza compiuto da Dio in Gesù Cristo. Egli “è venuto a portare
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