La società contemporanea spesso punta all’efficienza economica, che può rendere i soggetti buoni consumatori e considerano l’eterna giovinezza come ideale. Chi non può o non vuole soddisfare questi requisiti viene escluso dal tessuto delle relazioni.
In questo contesto, molti anziani rimangono soli e soffrono l’abbandono. Al contrario, nella Bibbia l’anziano gode di profondo rispetto: “Alzati davanti a chi ha i capelli bianchi, onora la persona del vecchio” (Lv 19,32). La stima e la lode di chi è avanti negli anni diventano legge nel quarto comandamento del Decalogo. Eppure, gli anziani vengono spesso considerati nei nostri contesti sociali come soggetti che necessitano di cure e assistenza economicamente onerose.
Papa Leone XIV, parlando agli anziani nel suo messaggio per la V giornata mondiale dei nonni e degli anziani (27 luglio 2025), indica un’importante prospettiva giubilare, quella della liberazione delle persone di età avanzata dalla solitudine e dall’emarginazione. Le “Norme sulla Concessione dell’Indulgenza” prevedono il conseguimento dell’Indulgenza giubilare per coloro che rendono visita per un congruo tempo agli ammalati o agli anziani in solitudine. Queste visite sono anche occasioni per incontrare Gesù: “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40). La solidarietà tra le generazioni significa che gli anziani hanno bisogno di una presenza premurosa dei giovani. Questi ultimi, invece, senza la testimonianza e la saggezza delle persone avanti nell’età, non sono in grado né di diventare solidali e collaborativi né di comprendere il significato più profondo della vita.
