LA SOCIAL ECONOMY

Per un nuovo mercato del lavoro locale
By Fabrizio Quarchioni
Pubblicato il 30 Giugno 2019

Le amministrazioni pubbliche locali abruzzesi da sole non possono dare risposte esaustive ai problemi occupazionali, ma sicuramente compete loro avere un ruolo importante e fondamentale nel rilancio dell’economia locale. Infatti, uno dei compiti delle istituzioni che sono più a contatto diretto con i cittadini è quello di favorire e gestire i percorsi dello sviluppo individuando momenti di progettualità e di intervento concreti, utilizzando, dove ci sono, le risorse date dalle forme di finanziamento pubblico.

A tal fine è necessario avviare uno studio dei bisogni delle imprese, individuando le necessità delle aziende locali ed escogitare forme di inserimento attraverso una formazione indirizzata sui bisogni ed eventuali contributi per le prime assunzioni o altre forme di reinserimento lavorativo (tirocini, stage, voucher, eccetera ).

Inoltre è da ritenere prioritario sostenere e favorire la formazione o la crescita di cooperative no-profit che intervengano su tematiche sociali di interesse collettivo, di servizi alla persona e alla famiglia e, in generale, lavori di utilità pubblica.

Nell’ottica di colmare il gap tra la domanda e l’offerta di lavoro presente sul territorio sarà compito delle amministrazioni locali favorire costantemente e migliorare il rapporto tra gli attori del mercato del lavoro presenti sul territorio (Centro per l’impiego, Agenzie per il lavoro, Agenzie formative, Sportello informagiovani, eccetera) e le attività economiche e produttive territoriali. Il tutto realizzando la necessaria sinergia utile a creare le condizioni per la costruzione di una rete di rapporti in grado di imprimere un forte impatto occupazionale aumentando la quantità e la qualità delle professionalità da inserire nel mercato del lavoro locale.

In ambito sociale, oltre le tradizionali attività svolte attraverso i servizi e gli ambiti sociali intercomunali, sarà fondamentale accettare una sfida da considerare innovativa quale ad esempio incentivare lo sviluppo della social economy attraverso la sviluppo di imprese della nuova economia sociale che eroghino servizi di interesse collettivo (servizi sociali, sanitari, assistenziali, educativi, ricreativi, eccetera) e più in generale di servizi alla persona e alla famiglia che abbiano lo scopo di perseguire uno o più dei seguenti obiettivi:

– Incremento occupazionale di categorie svantaggiate;

– Inclusione sociale di soggetti vulnerabili;

– Raggiungimento di specifici obiettivi volti alla salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente, del territorio e dei beni storico-culturali e di ogni altro beneficio derivante da una attività di rilevante interesse pubblico o di utilità sociale in grado di colmare uno specifico fabbisogno all’interno della comunità, attraverso un aumento della disponibilità o della qualità di beni o servizi offerti.

Risulta, poi, quanto più opportuno studiare e promuovere forme di convenzionamento efficace con i soggetti privati che erogano servizi sociali sul territorio, supportando e valorizzando le imprese che investono in nuovi servizi e strutture;

Promuovere e sostenere il mondo dell’associazionismo che a vario titolo si occupa di sociale, valorizzandone l’apporto e definendo forme stabili di confronto e di partecipazione nonché favorire e promuovere le Pari Opportunità per tutte e tutti valorizzando le differenze, anche attraverso la creazione di strumenti istituzionali che garantiscano la diffusione della cultura delle pari opportunità, la prevenzione della violenza di genere, il rispetto per le differenze, l’affermazione dei diritti dei bambini e delle bambine, la prevenzione e la promozione della salute psico-fisica delle donne, l’accessibilità e la piena fruibilità del territorio per chi vive condizioni di disagio fisico, l’integrazione interculturale.

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