La scuola torna offline…

Le misure che trasformano l’istruzione

Stop all’uso del cellulare in classe anche per gli Istituti superiori e nuove regole per la condotta. E la dispersione scolastica? Con il progetto “W la Scuola!” la Comunità di Sant’Egidio promuove nuove figure a supporto delle famiglie

Quello appena iniziato è un anno scolastico quantomeno “rivoluzionario”. Numerose le novità rese note dal Ministero dell’Istruzione e del merito sia dal punto di vista strettamente didattico, sia dal punto di vista, diciamo così, comportamentale.

Ed eccole le novità: stop ai cellulari in classe, più severità sul voto di condotta, nuovi programmi e nuovo esame di novità.

Addio al telefonino in aula dunque anche per le scuole superiori (per il primo ciclo era già stato bannato).

E poi c’è il voto in condotta: d’ora in poi chi riceverà un 5 dovrà ripetere l’anno, mentre con il 6 alle superiori sarà “rimandato a settembre” e per essere promosso dovrà superare una prova avente per oggetto i valori di cittadinanza. Il voto in condotta, riferito all’intero anno scolastico, torna alle medie (espresso in decimi) e farà media.

Il voto sul comportamento inciderà anche sui crediti per l’ammissione all’esame di Maturità. Ed a proposito di comportamenti cambia anche la sospensione: fino a due giorni, lo studente sarà coinvolto in attività di approfondimento sui temi legati ai comportamenti che hanno causato il provvedimento. Se la sospensione supera i due giorni, lo studente dovrà svolgere attività di cittadinanza solidale presso strutture convenzionate.

Qualche novità era già stata introdotta nell’anno scolastico 2024/2025

Con l’entrata in vigore delle nuove linee sull’Educazione civica e l’Educazione alle relazioni e con un aggravio delle sanzioni e delle pene – compreso l’arresto in flagranza – per chi si rende responsabile di aggressioni al personale scolastico.

E siamo all’esame di Maturità: qui si prevedono cambiamenti significativi, soprattutto per quanto riguarda il colloquio orale, che diventa multidisciplinare e valuta le competenze acquisite durante il percorso scolastico. Non solo: chi si rifiuterà di sostenere l’orale – quest’anno sono saliti alla ribalta alcuni casi di maturandi che, come forma di protesta, hanno rifiutato il colloquio, risultando alla fine ugualmente promossi – verrà bocciato.

Dispersione scolastica

Sui nuovi provvedimenti incombe però una nuvola: la dispersione scolastica.

Un argomento che necessita di approfondimenti e studi e, recentemente se ne è parlato nel corso di un convegno che si è tenuto a Palazzo Montecitorio.

Promosso dalla Comunità di Sant’Egidio l’incontro Dispersione scolastica e povertà educativa. Buone pratiche e proposte, ha dato modo di conoscere alcuni risultati raggiunti dal Programma W la Scuola!, che in diverse città italiane contribuisce al contrasto della dispersione scolastica e della povertà educativa.

Il programma W la Scuola!, attivo dal 2022, intende prevenire e arginare l’abbandono scolastico e la povertà educativa. Gli operatori del programma, i cosiddetti “facilitatori scolastici” – figura innovativa di prossimità, che è la cifra peculiare di Sant’Egidio – entrano in contatto con le scuole e le famiglie, instaurando un rapporto di collaborazione tra i diversi attori coinvolti, e offrono supporto a quei minori che hanno interrotto la frequenza scolastica. Il programma si avvale anche della collaborazione di mediatori interculturali e della consulenza specialistica di neuropsichiatri, psicologi e logopedisti.

L’abbandono della scuola non riguarda soltanto alcune fasce di popolazione. Dietro lo scarso rendimento (una delle cause primarie) ci sono problemi nuovi legati in particolare alla famiglia e non solo.

Il progetto W la Scuola! È nato a seguito della pandemia con le scuole forzatamente chiuse. Una causa scatenante che ha portato al non rientro in classe di numerosi ragazzi. E a nulla è valsa la possibilità di seguire le lezioni da remoto. Su un campione di 800 bambini dai 6 ai 10 anni, residenti in 27 quartieri di Roma, il 61 per cento non aveva seguito le lezioni on line e l’8 per cento non aveva avuto più contatti con gli insegnanti.

Una nuova indagine svolta nel gennaio 2021 e condotta su 2800 minori confermava la gravità della situazione: circa un ragazzo su tre è a rischio dispersione.

Oltre che monitorare la situazione il progetto focalizza la necessità di facilitare il rapporto tra insegnanti e famiglie.

Abbandonare la scuola non è soltanto un fatto strettamente legato all’apprendimento e alla conoscenza. È purtroppo spesso sinonimo di devianza, bullismo, violenza e cattive frequentazioni.

A volte, la delusione per una bocciatura porta a chiudere con l’istituzione scolastica ed ecco allora le figure del Facilitatore scolastico, dei mediatori linguistici e interculturali e dei consulenti neuropsichiatrici.

Ed ecco anche il Contact Center (068992244) un numero con il quale entrare in contatto ed al quale possono rivolgersi non solo le famiglie ma anche gli operatori scolastici.

A tutt’oggi, i risultati sono più che soddisfacenti con il 98 per cento dei minori seguiti che ha ripreso gli studi.

Qualche dato: solo nella Capitale le segnalazioni sono 800 all’anno. Il 55 per cento dei minori segnalati non è iscritto a scuola. La dispersione inizia alle elementari e i minori a rischio sono: stranieri spesso bloccati da ostacoli burocratici; bambini italiani con situazioni familiari precarie; bambini Rom.

Da questo si evince l’importanza della figura del mediatore scolastico che spesso rende visibile l’invisibile.

L'ECO di San Gabriele
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