La risurrezione che smaschera la menzogna

Nel tempo pasquale volgiamo lo sguardo sul rapporto tra l’ottavo comandamento e la solennità centrale della fede cristiana. Nell’interrogatorio di Gesù da parte di Pilato, verità e menzogna assumono un significato più ampio rispetto al nostro uso quotidiano, in cui la menzogna si riferisce a una comunicazione specifica e consiste nel dire il falso con l’intento di ingannare (cf. CCC 2482). Gesù si presenta come la verità: “Io sono la via, la verità e la vita” (Gv 14,6), perché rivela all’uomo chi è Dio e chi siamo davvero noi. Nella fede cristiana, la Pasqua rappresenta il culmine della redenzione: il momento in cui la morte viene sconfitta e l’uomo è redento. La libertà umana, liberata dalla grazia meritata da Cristo, viene resa capace di compiere il bene.

Pilato non capisce a quale verità si riferisca Gesù, perché confonde la libertà in senso sociale e politico con quella interiore, ossia la liberazione dal dominio del peccato. La mia libertà, nel senso comune della parola, finisce dove inizia la libertà degli altri. Il rispetto reciproco mira alla convivenza pacifica della società, che non è di poco conto. La fede cristiana accoglie questo scopo, ma lo supera, perché parla non solo di “libertà da qualcosa”, ma anche di “libertà per qualcosa”: libertà dal peccato (cf. Rm 6,18), dalla morte eterna (cf. 1Cor 15,55) e da una certa interpretazione della legge (cf. Rm 6,14), e libertà per il bene (cf. Gal 5,13), per l’amore, in modo coraggioso (cf. At 4,13).

La risurrezione abilita l’uomo a rendere testimonianza alla verità (cf. Gv 18,37). Portiamo un esempio dalla vita reale: l’etica delle comunicazioni sociali. I media dovrebbero svolgere un servizio al bene comune fornendo informazioni autentiche, poiché “la solidarietà appare come una conseguenza di una comunicazione vera e giusta” (CCC 2495). Purtroppo, spesso accade il contrario; perciò è fondamentale sviluppare un senso critico nei confronti dei media stessi. “La prevenzione e l’identificazione dei meccanismi della disinformazione richiedono anche un profondo e attento discernimento. La strategia di questo abile padre della menzogna (Gv 8,44) è proprio la mimesi, una strisciante e pericolosa seduzione che si fa strada nel cuore dell’uomo con argomentazioni false e allettanti”, scrive papa Francesco nel messaggio per la 52ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, celebrata il 13 maggio 2018.

L'ECO di San Gabriele
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