Nell’anno scolastico 2007-2008 Fredrika, studentessa svedese, arriva a Trieste seguendo il padre, assunto da un’azienda locale per gestire licenziamenti. Si iscrive a un ITIS composto solo da maschi, e la sua presenza diventa subito un reagente. Ribattezzata “Fred”, lega con tre compagni: l’arrogante Pasini, l’irredentista Mitis e l’alternativo Antero, verso cui prova un’attrazione immediata. Le giornate scorrono tra scherzi, bevute e avventure che attraversano una Trieste mutevole, finché l’equilibrio del gruppo non si incrina per l’arrivo di quel corpo estraneo e affascinante.
Dopo Piccolo corpo, Laura Samani porta al cinema, dal 9 aprile, Un anno di scuola, adattamento del romanzo di Giani Stuparich. Il film mostra come certe dinamiche tra ragazzi e ragazze, dal 1909 agli anni ottanta, siano cambiate meno del previsto. Per ricreare oggi l’eccezione di un’unica ragazza in una classe maschile, la regista sceglie una protagonista straniera, proveniente da un Paese dove la parità di genere è reale. Samani restituisce una provincia autentica, fatta di dialetti e slang impossibili da imitare altrove.
