La notte nel cuore

Nathacha Appanah, Traduzione di Cinzia Poli, Einaudi, pp. 232, € 19,50

Una scrittura efficace è quella in cui la forma è così precisa da non distinguersi più dalla sostanza. Per questo è necessario ascoltare le parole con cui Nathacha Appanah costruisce il proprio racconto: ”Bisognava fare questo sogno eterno di un racconto comune”; “Devo scrivere una frase anche su quel divano”; “Devo costringermi qui a scrivere la parola “morte”. Nello stile si annida l’urgenza di raccontare tre vite segnate per sempre dalla violenza. C’è Chahinez Daoud, uccisa nel 2021 dall’ex marito a Mérignac, vicino a Bordeaux; c’è Emma, cugina di Appanah, assassinata dal marito a Mauritius nel 2000; c’è l’autrice stessa, l’unica delle tre sopravvissuta a una relazione di dominio e violenza. Come si sarà intuito, sono storie che impongono una lettura vigile, rispettosa, mai semplice: il dolore attraversa ogni pagina, ma trova nella prosa limpida ed elegante dell’autrice una forma capace di restituirne tutta la potenza. Non è un libro da lasciare distrattamente sul comodino: richiede partecipazione, ascolto, presenza. Colpisce nello stomaco, ma proprio per questo è un libro che – per usare i verbi giusti – deve essere letto.

L'ECO di San Gabriele
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