“In questo centro un atleta trova tutte le risposte connesse alla sua attività agonistica, sia dilettantistica sia professionale”. È l’incipit con cui il direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Ancona, Armando Gozzini, ha rassicurato il variegato mondo dell’agonismo parlando del nuovo centro di medicina dello sport di terzo livello, uno dei pochi in Italia, entrato in attività all’interno del nosocomio. È diretto dal professor Antonio Dello Russo, cardiologo ed esperto di aritmie, al quale hanno già fatto ricorso i ciclisti Mario Cipollini, Peter Sagan, Elia Viviani e Diego Ulissi, oltre alla pistard Martina Fidanza.
Altro nome eccellente è quello del calciatore della Fiorentina Edoardo Bove che, dopo l’arresto cardiaco subito in campo il 1° dicembre 2024 durante l’incontro con l’Inter, è stato qui sottoposto a esami. Se da una parte il suo calvario sta per finire, dall’altra il difensore, di proprietà della Roma, guarda con ansia al suo futuro sportivo, che è in mano a una commissione medica e legato agli accertamenti eseguiti nella clinica dorica. Al momento, a Bove è stato installato un defibrillatore cardiaco.
I ciclisti, in particolare, devono per lo più fare i conti con le aritmie del cuore e nella struttura dorica trovano risposte all’avanguardia ai loro problemi, grazie al coinvolgimento di diverse discipline sanitarie che spaziano dalla cardiologia alla cardiochirurgia fino alla cura dell’ischemia cardiaca. Poco più di un anno fa Peter Sagan, ciclista slovacco tre volte campione del mondo, ha subito ad Ancona un intervento chirurgico mini-invasivo dopo che, durante un allenamento in Spagna, aveva registrato una frequenza cardiaca di 200 battiti al minuto. L’intenzione era quella di sottoporlo a un’ablazione transcatetere per ristabilire l’equilibrio cardiaco, ma non ce ne fu bisogno. Gli fu soltanto impiantato un registratore sottocutaneo per monitorare eventuali anomalie.
“Durante un allenamento – ricorda l’ex campione del mondo di ciclismo su strada nel 2002, Mario Cipollini – il mio cuore segnò 230 battiti per una ventina di secondi. Ciò mi impaurì e decisi di fare accertamenti nella clinica marchigiana”.
Il centro medico dello sport è inserito in una struttura pubblica che dispone di 938 posti letto, 3.900 dipendenti e offre oltre 41.000 ricoveri e circa 2.200.000 prestazioni specialistiche. A riguardo, il campione olimpico e mondiale di salto in alto, Gianmarco Tamberi, ha sottolineato l’importanza di “strutture dedicate che combinano diagnostica precoce, competenze specialistiche e percorsi riabilitativi personalizzati”.
A rendere visibile l’attività della sanità marchigiana in campo sportivo fu, nel settembre 2017, l’ex centauro Valentino Rossi, che qui fu operato dal responsabile dell’ortopedia, Raffaele Pascarella, per la frattura scomposta di tibia e perone rimediata durante un allenamento di enduro. Dopo 25 giorni tornò a correre in Spagna, giungendo quinto con una gamba ancora rotta e tra le apprensioni del medico, consapevole che ci vogliono mesi prima che le ossa tornino a saldarsi. Nell’agosto del 2020 anche il suo allievo, Francesco “Pecco” Bagnaia, subì nella stessa clinica un intervento per la frattura del piatto tibiale destro rimediata nella Repubblica Ceca.
