La carica dei borghi

Rilancio turistico da 110 milioni di euro

Borghi che diventano destinazioni, strutture ricettive che si rinnovano, imprese che investono in accoglienza e innovazione: è il nuovo volto delle Marche collinari e montane, impegnate a rilanciare l’entroterra per arginare l’esodo dei residenti e, se possibile, invertire la tendenza. “Dobbiamo organizzarci al meglio per intercettare le nuove tendenze”, ha detto il presidente della Regione, Francesco Acquaroli. Storia, arte ed eccellenze enogastronomiche sono gli ingredienti per competere, soprattutto se inseriti in un ambiente naturale di grande bellezza, con parchi e riserve che coprono il 10% del territorio. “Un habitat – scriveva Guido Piovene – da incasellare come modello di ‘bella natura’ fatta su misura umana”.

A sostenere le alleanze pubblico-private è una legge regionale che ha messo in campo 110 milioni di euro, riconoscendo la crescita dell’industria turistica e la necessità di affiancare alla costa nuove proposte. Nelle Marche convivranno così più turismi, con 32 comuni appartenenti ai Borghi più belli d’Italia e altri 30 insigniti della Bandiera Arancione del Touring Club. Ogni settore coinvolto nel restyling ha avuto un proprio bando per accedere ai finanziamenti. Destinatari: micro, piccole e medie imprese turistiche, singole o in rete. Il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, ha elogiato gli investitori privati: “Preparati, coraggiosi e lungimiranti, stanno contribuendo con risorse concrete che il dicastero ha sostenuto con 12 milioni di euro”.

Tra i bandi, uno riguarda il progetto “Borgo accogliente”, rivolto ai comuni. Sono già operative le prime associazioni formate da tre enti ciascuna, con uno stanziamento iniziale di un milione di euro. Nell’Ascolano, Cossignano, Castignano e Rotella hanno presentato “I borghi tra i calanchi”: il primo punta a trasformare sei strutture pubbliche in alberghi; il secondo recupererà il teatro comunale; Rotella realizzerà una struttura polivalente per sport e tempo libero.

Nella stessa area, Force, Appignano del Tronto e Venarotta valorizzeranno patrimonio storico e tradizioni artigianali. Ai piedi dei Sibillini, Montefortino, Castelsantangelo sul Nera e Montemonaco investiranno su spazi rigenerati, verde e benessere. Peculiarità e identità locali saranno al centro anche dei progetti di Serrapetrona, Caldarola, Monte Rinaldo, Montottone, Ortezzano, Cupramontana, Apiro e Poggio San Vicino. Al turismo lento e sostenibile guardano San Severino, Cingoli e Filottrano. Nel Fermano, Petritoli, Monte Vidon Combatte e Moresco si apriranno anche ai matrimoni e agli agricamping. Completano il quadro Monteleone di Fermo, Cessapalombo, Gualdo, Offida, Castorano, Acquaviva Picena e, nella Valdaso, Montedinove, Montalto e Carassai.

L'ECO di San Gabriele
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