di Giuseppe Lorizio, a cura di Marco Staffolani,
introduzione di Sergio Gaburro, Marcianum Press pp.336, euro 26,00
In un tempo in cui le notizie si rincorrono frenetiche, lasciandoci spesso smarriti e apprensivi, il nuovo libro di don Giuseppe Lorizio giunge come un invito prezioso a fermarsi per ritrovare la rotta. Ripercorrendo i fatti salienti che hanno segnato il nostro cammino tra il 2019 e il 2025 – anni di prove profonde, soprattutto per la pandemia globale, ma anche di inaspettata riscoperta della fede e di rinascita spirituale – l’autore ci insegna a leggere la realtà con gli occhi della fede, simboleggiati dagli occhiali rossi che compaiono sulla copertina. Con queste nuove lenti, la cronaca smette di essere solo un insieme di eventi caotici e spesso dolorosi, per diventare il luogo dove Dio continua a parlarci oggi.
Al cuore del volume c’è l’incontro fecondo tra la Bibbia e la vita di ogni giorno. Per chi guarda a san Gabriele, questa non è una teoria astratta, ma un’esperienza vissuta: lui stesso, nel suo cammino di conversione, seppe passare dalle ‘cronache’ di una giovinezza brillante e mondana alla scoperta della ‘Notizia’ che gli cambiò l’esistenza, e che può cambiarla a tutti noi oggi.
Per san Gabriele, la Parola di Dio non era un reperto del passato, ma una sorgente viva capace di trasfigurare ogni istante. Seguendo il suo esempio, il discernimento cristiano ci insegna a non scartare la realtà, ma a trasformare persino il ‘giornale’ in un’occasione di preghiera. In questo modo, impariamo a scorgere, anche tra le notizie più difficili e i segni della sofferenza, i germogli di quella vita nuova in Cristo che, proprio come accadde a Gabriele, sostiene il nostro cammino e gli dona senso.”
Il libro ci ricorda che la fede non può restare chiusa in un “recinto religioso”. Don Lorizio ci invita a seguire lo stile di Gesù, che fu un osservatore attento dei dettagli della vita: dal pianto per l’amico Lazzaro al grido dei feriti. In questa prospettiva, la sofferenza che leggiamo nelle cronache non è mai fine a se stessa, ma – se offerta con amore – diventa spazio di redenzione. Come san Gabriele ha saputo trasformare la sua malattia in un’occasione di gioia perfetta, così l’autore ci sprona a non fuggire la paradossalità della storia, ma ad attraversarla con un sorriso che nasce dalla certezza di essere amati, sia nelle difficoltà del venerdi santo, sia nella forza della pasqua di risurrezione.
Oggi, nel 2026, sotto la guida sapiente di papa Leone XIV, siamo chiamati a essere cristiani “dialogali”. Leggere “i fatti del giornale”, e dunque i fatti locali e del mondo intero, alla luce del Grande Codice significa abitare il presente con pazienza, trasformando l’ansia in un tempo di ascolto (il kairòs). Dio non si manifesta nel clamore della forza, ma nel sussurro di un vento leggero che sfoglia con noi le pagine della vita quotidiana.
In definitiva, quest’opera di don Lorizio, è un incoraggiamento a non essere “uomini nascosti” (homo absconditus), ma testimoni luminosi. Ci esorta a ritrovare la nostra essenza di credenti che, pur immersi nelle fatiche del tempo, sanno scorgere all’orizzonte la carezza di un Padre che cammina al nostro fianco, oggi e sempre. Buona lettura e meditazione a tutti.
