IL “TESORETTO” DI SAN GABRIELE

By Lorenzo Mazzoccante
Pubblicato il 4 Febbraio 2018

Uscendo dalla chiesa antica e salendo verso la camera del transito di San Gabriele, ci troviamo in un ambiente che raccoglie i doni “Ex Voto” e “Per Grazia Ricevuta” che numerosi ogni anno vengono portati al Santuario dai devoti di san Gabriele. È il cosiddetto “Tesoretto”. A dispetto del nome non ci sono preziosi secondo il mondo, ma solo una ricca testimonianza di fede e devozione di tanti devoti del santo.

Entrando troviamo coppe e trofei, divise di squadre di calcio e ciclismo, caschi motociclistici, palloni da calcio e da basket e poi gagliardetti e medaglie. Certo il settore sportivo è particolarmente nutrito e tra le divise non mancano quelli di squadre e sportivi di categorie elevate, come la maglia di Damiano Tommasi (che militò nella Roma tra il 1996 e il 2005), la maglia di Antonio Rosati (portiere già di Napoli, Sassuolo e Fiorentina, e oggi in forza nel Perugia).

Numerosi i quadri tra i quali spiccano quelli sulla vita di San Gabriele del pittore marchigiano Elis Romagnoli (1925-2006). E insieme fanno bella mostra di sé i quadri del periodo delle grandi guerre (come quello che ritrae gli alpini del celebre battaglione L’Aquila), come anche opere più moderne tutte molto artistiche, tra cui non mancano sculture e ceramiche.

C’è poi una grande quantità di ceri di varie forme e misure. Verrebbe voglia di conoscere le storie di tutti questi doni, ma è quasi impossibile, anche perché non tutti hanno stilato un racconto di come san Gabriele abbia toccato la loro vita. Solo qualcuno. Ed è pure difficile poter rintracciare queste persone per chiedere loro il vivo racconto perché, benché ogni tanto i vari doni vengano rinnovati per dare spazio a tutti: la lista di attesa è sempre lunga e si tratta spesso di oggetti giunti al santuario anche da molto tempo.

Magari a cercare bene si trova qualche dono di cui si è stati più o meno testimoni. È il caso di un cero giunto al Santuario quando ancora non ero sacerdote. Era il 2004 e un signore si presenta al santuario spingendo una carriola. A bordo un cero dalle dimensioni spropositate. Ci siamo avvicinati e ci illustra il suo dono al santo: è un operaio, avendo avuto un terribile incidente sul lavoro, temeva di restare paralizzato o peggio. E lui ha invocato san Gabriele facendo una promessa: “se mi salvo, ti porto un cero che pesi quanto me”. Beh, è stato di parola e quel cero di oltre 100 kg è ancora là a ribadire la gratitudine di questo signore.

E ancora, quadri e foto di incidenti stradali, in auto come in moto. Qualcuno non ha mancato di incorniciare a perpetua memoria le chiavi del suo veicolo ormai inservibile dal quale è miracolosamente uscito illeso.

Ma Gabriele è il santo dei giovani, e quindi non meraviglia che spesso siano loro i beneficiari della sua potente intercessione. Né meraviglia che una tra le sezioni più nutrite del tesoretto sia quella dedicata ai bambini: vestitini, ma anche pupazzi, peluches, foto di famiglia o di referti medici. In qualche caso è possibile leggere il racconto dei genitori.

Gaia (2010) è nata con una malformazione cranica. Operata ad appena tre mesi, la famiglia dopo tre anni, nel vederla bella e sorridente è ricorsa a san Gabriele per chiedere di farle quel dono che i genitori sempre cercano di fare ai loro figli, e non senza fatica: donare “la fede che le permetterà di condurre una vita serena”.

Alessandro Gabriele (2006), è nato con una ciste mucotica sottolinguale che andava operata assolutamente. Vari medici consultati, un unico responso. Inutile dire quanta preghiera abbiano fatto mamma Cinzia e papà Massimiliano per lui. Quando un giorno la mamma bacia l’immaginetta del santo e la posa vicino al suo piccolo questo apre la bocca e la ciste non c’è più. Mamma Cinzia racconta che il bimbo ha iniziato a sorridere guardando nel vuoto e dice, rivolta a san Gabriele: «Io sono convinta che lui ti abbia visto, e quella risata infinita era il suo modo per dirti grazie». È ancora la mamma di Alessandro Gabriele che ci dà il senso del racconto di questo spaccato doloroso della vita della loro famiglia: “Possa essere una speranza per tutte le persone che chiedono il tuo aiuto”.

Non importa quindi che dietro il dono ci sia un miracolo, una grazia o una preghiera. La cosa interessante è che ciascuno di essi è la testimonianza di un rapporto speciale tra Gabriele e i suoi devoti. Visitando il Santuario, e passando davanti a questi doni, quindi, prendiamoci il tempo di leggere qualcuna di quelle belle testimonianze: sono un percorso di devozione, di fede e di speranza che ci accompagnano al museo ed alla camera del transito di San Gabriele.

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