Il presidente Mattarella all’Università di Teramo

By Lorenzo Mazzoccante
Pubblicato il 10 Febbraio 2020

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro della università e della ricerca Gaetano Manfredi hanno partecipato oggi all’apertura dell’anno accademico della Università degli studi di Teramo. In una aula magna gremita di autorità accademiche anche di altre università, di studenti e di ospiti, il Presidente ha voluto dare il suo augurio per il nuovo anno accademico, lasciandosi ispirare dagli interventi che l’avevano preceduto.

La cerimonia si è aperta con il ministro Manfredi che ha parlato della eccellenza del sistema universitario italiano, e della necessità che questo sappia interagire con un mondo globalizzato in cui la circolazione delle menti è un fenomeno ormai fisiologico e su cui occorre esercitare attrazione.

Il magnifico rettore, prof. Dino Mastrocola, ricordando il suo compianto professor Lerici, ha definito gli studenti come “la vera energia rinnovabile” dell’università teramana che non a caso vive una fase di particolare dinamicità sia in termini di iscrizioni (con un aumento di oltre il 15% nell’ultimo anno), sia in termini di proposta formativa con la recente attivazione di altri tre corsi di laurea e la prossima attivazione di altri due.

Tra gli interventi che maggiormente hanno ispirato l’augurio del Presidente, però, ci sono stati quello della ricercatrice spagnola Marina Ramal-Sanchez e del dottor Sergio Pipitone, che hanno messo in evidenza quanto l’università teramana sia esemplare nelle dimensioni della accoglienza e della inclusività, e capace di offrire ai suoi studenti la possibilità di formarsi all’interno di valori europei condivisi quali la mobilità transnazionale, la interdisciplinarità e la meritocrazia, e quello del rettore emerito, prof. Luciano D’Amico, che ha incoraggiato a non chiudersi nella solitudine dei propri confini personali, nazionali e culturali. Parole che non sono sfuggite al Presidente della Repubblica che ha richiamato questi passaggi nel suo intervento prima di concludere: “Questo ateneo può guardare con fiducia il futuro. È questo l’augurio che rivolgo a tutti voi augurando un buon Anno Accademico”.

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