di Robert Darnton, Adelphi, pp. 421, € 15,00
La scena che dà il titolo al libro difficilmente si dimentica: in una fredda officina parigina del Settecento, alcuni apprendisti tipografi organizzano una cruenta strage di felini per irridere i loro padroni e denunciare la durezza della propria condizione. Ai nostri occhi è una crudeltà gratuita; per Robert Darnton, una porta d’accesso a un universo storico e culturale distante nelle sue radici dal mondo contemporaneo. Decifrare una fonte significa immergersi nel contesto che l’ha prodotta: che si tratti della lettura sociale delle fiabe contadine, dell’archivio “letterario” di un ispettore di polizia o delle classificazioni “cittadine” di un borghese di Montpellier, ogni capitolo diventa un esercizio di interpretazione volto a ricostruire – abbandonando qualsiasi certezza – ciò che poteva far ridere, temere o indignare i francesi dell’Ancien Règime. Il grande massacro dei gatti ha il ritmo di un’indagine e il rigore di un saggio; ricorda che la Storia, come i solventi più potenti, rimuove le incrostazioni della mistificazione soltanto se maneggiata con i guanti adatti.
