Ha donato tutto a Dio

Il Santuario di San Gabriele si prepara ad accogliere, il 12 ottobre, il tradizionale raduno delle Confraternite del Centro Italia.

Leggendo la lettera che il giovane religioso scrive al papà Sante il 23 maggio 1857, vediamo che anche Francesco Possenti era iscritto – o come dice lui aggregato – a varie confraternite: al Cuor di Gesù, alla Congregazione, alla Madonna del Carmine e al Preziosissimo Sangue, giù a san Gregorio.

Già si è detto di quanto Gabriele abbia in altissima considerazione gli impegni presi, e come non si dispensi da alcuno senza una precisa licenza. Ma ora, da religioso, ha una vita molto scandita e ritmi precisi di preghiera. Quindi domanda che il fratello Enrico (sacerdote, ndr) chieda ai vari priori e responsabili delle confraternite, un modo di assolvere ai suoi impegni che non sia troppo oneroso, visto il nuovo stato di vita.

Basti pensare che la sola confraternita della Madonna del Carmine lo impegnava quotidianamente con 7 Pater Ave e Gloria e a indossare periodicamente un abitino per cui il giovane si domanda se l’abito religioso supplisce all’abitino del Carmine. Il santo non desidera essere sciolto dai doveri delle Confraternite ma solo un modo diverso, e compatibile col nuovo stato di vita, di assolverli.

E la domanda di al papà Sante che gli mandi almeno 9 pagelline della confraternita del Cuor di Gesù perché – spiega nella stessa lettera – tante ne occorrevano per formare almeno una aggregazione, ne è chiara conferma. Insomma, Gabriele vive la sua appartenenza alle confraternite con grande impegno. Ne ha stima così alta da volerla proseguire (e diffondere) anche da religioso.

Ma oltre alla devozione, tanta dedizione ci dice che Gabriele non è un giovane che si risparmi…

A Dio ha donato tutta la sua giovinezza che ora vive nell’obbedienza ai superiori, e dividendo il suo tempo tra preghiera e studio in preparazione al sacerdozio. L’impegno e non l’ozio rende felice il cuore di Gabriele.

Per questo, consapevole di fare esattamente quello che Dio vuole e nulla di meno, Gabriele può scrivere al papà Sante una delle frasi più celebri del nostro giovane santo: la mia vita è un continuo godere, i giorni, anzi i mesi, passano rapidissimi, e troppo bene si sta al servizio di un Padrone e di una Padrona che giornalmente ripagano assai bene i servi

L'ECO di San Gabriele
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