Godimento settembrino

La proposta culinaria, e non solo, di questo mese riguarda la provincia di Chieti, dall’entroterra alla costa dei Trabocchi. A Rocca San Giovanni, borgo inserito tra i più belli d’Italia, tra le pietanze tipiche troviamo i maccheroni alla chitarra, la palazzolle e i cellipieni

“Settembre andiamo. È tempo di migrare”. (Gabriele d’Annunzio) Il riferimento è ai pastori di un tempo che partivano dall’Abruzzo con le greggi per raggiungere i pascoli pugliesi. Sono molti anni che la Transumanza non viene praticata, ma a noi è data la possibilità di visitare i territori del “Tratturo Magno” e godere proprio in settembre, con gli ultimi scampoli di bel tempo, dei suoi paesaggi e gustare i piatti tradizionali della civiltà agro-pastorale e marinara.

La nostra proposta è raggiungere la provincia di Chieti, per appagarsi della bellezza dell’area frentana, della “Costa dei Trabocchi” e del suo entroterra, facendo tappa a Rocca San Giovanni (CH). Giorno ideale sarebbe il 21 settembre, in occasione della ricorrenza del santo patrono, san Matteo Apostolo, per beneficiare del ricco programma dei festeggiamenti.

Le pietanze tipiche di questo centro, facente parte del club dei “Borghi più belli d’Italia”, sono: maccheroni alla chitarra, (pasta all’uovo condita con ragù di agnello, peperoncino piccante e pecorino grattugiato) e le palazzole (pesce a riso, avannotti di acciughe o sardine, mollica di pane, aglio, prezzemolo, olio extravergine d’oliva). La ricetta prevede il lavaggio del pesce, la sbriciolatura di pane raffermo e il taglio molto fine di prezzemolo e aglio. In una teglia da forno unta si dispone il pesce a strati, alternando il composto con prezzemolo e aglio. A cottura ultimata si condisce con olio evo. La variante prevede l’utilizzo di alici spinate e la sostituzione della mollica di pane con patate tagliate finemente. A fine pasto, d’obbligo l’assaggio dei cellipieni, (sfoglia con farina 00, vino bianco Trebbiano e limone): è il dolce locale, fiore all’occhiello delle donne roccolane. Per realizzare la farcitura si schiacciano i migliori grappoli e si pongono i chicchi d’uva, privati dai semi, in una pentola di rame. Mescolando pazientemente, vengono cotti a fuoco basso. Il risultato è l’uvata, dal gusto pieno leggermente agro, a cui si uniscono mandorle tostate e cacao amaro.

A Rocca San Giovanni (città del vino) si pasteggia con eccellenti vini Doc, Montepulciano, Cerasuolo e Trebbiano. Si rimane visibilmente stupiti dall’incantevole centro storico a motivo della piazza caratterizzata da una torre campanaria quadrangolare risalente al 1200, festosamente sonante, imponente e vigilante che, a differenza di altre due sorelle, è riuscita a sopravvivere al trascorrere del tempo. Qui si affacciano il monumentale Palazzo del Municipio e la bella chiesa di San Matteo Apostolo, edificata anch’essa nel 1200 per volontà dell’abate Odirisio II di San Giovanni in Venere. Quest’ultima, ristrutturata più volte, presenta un impianto basilicale romanico a tre navate, divise da doppia fila di pilastri quadrati con archi gotici a sesto acuto. Custodisce una tela di fattura bizantina del 1400 raffigurante la Madre di Dio con Bambino, una statua lignea del 1900 della Madonna delle Grazie e un dipinto del secolo scorso raffigurante l’Ultima Cena di Amedeo Trivisonno. Inoltre si possono ammirare i resti delle mura medioevali e la ben conservata torre merlata detta “Torrione dei Filippini” e i pittoreschi vicoli. Discendendo il corso si raggiunge una terrazza che consente all’occhio di apprezzare il panorama costituito da vigneti, aranceti e uliveti.

Le frazioni Vallevò e Punta Cavalluccio, invece, offrono la possibilità di bagnarsi in un mare cristallino, di ammirare i Trabocchi e deliziarsi con le specialità della cucina marinara. Comunque tutta la costa teatina offre opportunità a quanti apprezzano i deliziosi prodotti dell’enogastronomia e agli appassionati di natura e cultura (spesso categorie affatto separate). Tra le specialità del territorio, ricordiamo: brodetto e ventricina alla vastese, salcicciotto e rintrocilo frentano (spaghettone farina acqua, sfoglia stesa con un mattarello dentato, al sugo di castrato e maiale), carciofo di Cupello, bocconotti di Castel Frentano, sagnette con i pelosi (pasta fatta mano con granchi di scoglio).

L’Abruzzo non solo forte e gentile, ma anche bello e buono.

L'ECO di San Gabriele
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