L’altra faccia del Giappone
Ogni anno decine di migliaia di giapponesi scelgono di sparire volontariamente, aiutati da agenzie specializzate. Una fuga dall’onore, dai debiti e da una società che non ammette il fallimento…
C’è chi, in questa epoca “social”, che non può fare a meno di rendicontare agli altri il proprio quotidiano, postando foto, commenti, selfie, like ed altro ancora, e chi, invece, decide di rendersi invisibile. Parliamo di un’arte antica quanto sorprendente, oggi più attuale che mai in Giappone: l’evaporazione volontaria. Il fenomeno johatsu (“gli evaporati”) rappresenta infatti una delle realtà sociali più enigmatiche e inquietanti del Sol Levante: decine di migliaia di persone ogni anno scelgono di sparire volontariamente, cancellando ogni traccia della propria identità e ricominciando altrove. Lo fanno abbandonando famiglia, lavoro, relazioni e identità legale.
Esistono persino agenzie specializzate, gli yonige-ya, che aiutano le persone a scomparire. In che modo? Pur operando legalmente, organizzano
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